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Interviste | D’Agostino: «Grande Lecco? No, ma ha avuto cuore e anima. Avevo le idee chiare sulla formazione». Merli Sala: «Gruppo ricompattato». Pissardo: «Non facile stare fuori»

Il tecnico non alza il tiro dopo la meritata vittoria con il Novara: «Primo tempo concentrato, nella ripresa ci siamo voluti divertire. Espulsione? Non c’era»

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Tempo di lettura 7 minuti

C’è poco da dire: l’esultanza di gruppo dopo il gol di Mangni e alla fine di Lecco-Novara spiega bene cosa devono essere stati gli ultimi giorni in casa bluceleste. Le cinque gare senza vincere e, soprattutto, la sconfitta di Renate e il relativo carico di critiche devono aver pesato non poco all’interno del gruppo, che in vista della sfida ai piemontesi ha scelto la strada giusta: confronto, lavoro e testa bassa, per poi fornire una gara attenta, concentrata e meritatamente vittoriosa. Gol a parte, niente di esteticamente da ricordare, ma il fioretto non era lo strumento adatto per affrontare una gara con un simile peso specifico.

«Non ho visto un grande Lecco, ma 25 giocatori che hanno messo in campo cuore e anima, anche dopo l’ingiusta espulsione – commenta mister D’Agostino in conferenza stampa -. Ho il termometro dello spogliatoio e so che fra tre giorni dobbiamo tornare in campo, non dobbiamo volare. Nel primo tempo eravamo timorosi e concentrati, poi ho detto ai ragazzi che ci serviva della libertà di esecuzione, difatti i tre davanti hanno determinato confezionando un gol meraviglioso. Ho detto loro di divertirsi, il calcio è questo e finalmente siamo stati anche cinici. Sono contento per Doudou, può fare un gol a partita. Galli? E’ partito alla grande, poi ha dovuto fermarsi per due volte a causa delle botte alla caviglia. Ha bisogno di ritrovare ritmo partita, ma oggi si è dovuto fermare ancora. E’ un ragazzo meraviglioso, speriamo di non averlo perso per tanto tempo perché la botta è stata forte».

Varie le scelte pesanti: «Pissardo e Bertinato sono ottimi portieri, so che ho sempre una garanzia in porta. Ho voluto dare un’opportunità a Marco per questa gara, se ho una carta da giocare lo faccio. Marzorati? Era affaticato, come Giudici. Ho preferito portare in campo quelli che stavano bene, per questo motivo non ne ho convocati tanti». Tutta psicologia e condensata nel giro di quattro giorni, quindi: «Sono realista, dopo aver vinto contro una grande squadra ripeto che dobbiamo capire ciò che vogliamo essere, perché con l’umiltà nel lavoro possiamo avere un trend positivo».

Ancora sulla formazione iniziale: «Avevo le idee chiare, so cosa accade nello spogliatoio. Oggi serviva una gara da uomini, ma non avevo dubbi sul fatto che l’avrebbero disputata così. Ribadisco, questo gruppo ha dei valori, che siano tecnici, mentali o umani: loro devono stare tranquilli, paga sempre l’allenatore se le cose vanno male. Abbiamo un bel rapporto, diretto e dobbiamo sapere che possiamo tornare nella tempesta lavorando nel modo sbagliato».

Il gol di Capogna ha frenato i cambi? «Se metti Haidara devi cambiare modulo, inoltre questa era una partita di malizia. Ce le siamo date con loro, far entrare un giovane poteva diventare una sorta di capro espiatorio. Volevo cambiare prima della rete, mettendo un centrocampista che potesse accompagnare, poi è arrivata la marcatura e i piani sono variati, anche dopo l’espulsione di D’Anna. Peccato per quella non data a Collodel nel primo tempo…».

Più si gioca e meglio è, in questo momento? «Siamo soggetti, tutti noi, a tante variabili. Nella settimana tipo diventa più difficile gestire determinate dinamiche. Fortunatamente i direttori mi aiutano parecchio nella copertura dei problemi nell’immediato, come chi ci aiuta chi lavora esternamente con noi. Stop di due settimane per recuperare i giocatori e le partite rinviate? Dipende sempre da quando e come si applicherebbe questa pausa. E’ una cosa che va strutturata a 360°, al momento non è così».

Merli Sala a quota 102

Merli Sala premiato prima della gara da Maiolo, a sinistra, e Di Nunno

Prima della gara Ivan Merli Sala è stato premiato per aver tagliato quota 100 presenze in campionato durante la sfida con la Juventus U23: «Direi che il risultato è giusto, la squadra ha ritrovato la compattezza, la voglia e il sacrificio per tornare a cercare i tre punti. Volevamo far capire l’ambiente che ci siamo, nei momenti difficili si dicono tante cose, ma abbiamo sempre lavorato bene. Oggi potevamo avere un’altra classifica: serve profilo basso e questa filosofia di calcio. Abbiamo raccolto meno anche per gli episodi, ma il gruppo si è ricompattato con mister e staff. Non dobbiamo mollare una palla, mai. Cos’è cambiato? L’atteggiamento, la voglia di fare un campionato importante».

Gli episodi han detto bene, stavolta: «Quattro giorni fa siamo stati sfortunati, oggi è accaduto qualcosa di diverso. Questa squadra ha valori caratteriali e tecnici, ha voluto cambiare pagina. Non siamo stati spumeggianti, ma ci serviva una prestazione di tutti, in cui mettere davanti il “noi” e non l'”io”». Alla fine Merli Sala diventa sempre un titolare in corso d’opera: «Si punta sempre a giocare quante più gare possibili. So quando faccio bene o male, devo guardare partita dopo partita e fare sempre il mio».

Pissardo: «Panchina? Non piacevole»

Debutto assoluto in maglia bluceleste per Marco Pissardo, portiere di scuola Inter prelevato dall’Arezzo dopo una trattativa estenuante: «Mi sono messo a disposizione del tecnico senza far casino e allenandomi sempre bene, anche se stare in panchina non è stato piacevole. Mi sono fatto trovare pronto, mi sono serviti due minuti per abituarmi ed è stato difficile stare concentrato per novanta minuti di fila dopo due mesi senza gare. Gioco bene con i piedi? Non m’invento niente, faccio ciò che chiede il mister senza fare cose non alla mia portata».

Il rapporto con Bertinato è solido: «Professionalmente c’è rivalità, ma non nei confronti della persona. Gioca solo uno, è normale che sia così, il rapporto umano è buono».

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