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Interviste | D’Agostino: «Ora troviamo continuità nei 90′. Mentalmente stiamo crescendo. A centrocampo vogliamo un regista». Giudici: «Devo migliorare le mie prestazioni»

Il tecnico ammette i limiti di gioco: «Eravamo lunghi, ma siamo stati bravi a vincere una gara difficile, all’inglese». Il centrocampista: «Punizione-gol? Ci lavoro tanto»

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Tempo di lettura 5 minuti

Terza affermazione consecutiva per la Calcio Lecco 1912, che batte anche la Pergolettese e s’issa al quarto posto della classifica del girone “A” di Serie C. Ancora una volta i blucelesti hanno sfruttato con cinismo le occasioni che si sono presentate, tramutando in gol tre calci piazzati con Merli Sala, Capogna e Giudici; piegata la resistenza dei cremaschi, che hanno ribattuto colpo su colpo ma hanno perso in pericolosità nella fase più calda della partita.

«E’ stata una gara all’inglese, che presentava tante difficoltà – ha analizzato mister Gaetano D’Agostino -. Siamo stati bravi a conquistare la terza vittoria di fila, dimostrando che, anche con poca lucidità, siamo in grado di ottenere i risultati. Sono punti pesanti, che fanno crescere: ora come ora la Pergolettese sta molto meglio del Novara, non guardiamo ai nomi delle nostre avversarie».

Il match ha avuto più fasi, ma spesso e volentieri il pallino del gioco è stato degli ospiti: «Nei primi venti minuti avevo la sensazione che avessimo indirizzato la partita, poi abbiamo subito la rete e ci siamo allungati tra i reparti. Siamo fisici, di conseguenza soffriamo i brevilinei nelle transizioni; nella ripresa ci siamo messi a posto, mentre quando abbiamo preso il 2-2 siamo scalati male. Là davanti avremmo dovuto fare anche dei movimenti diversi rispetto a quelli soliti; di D’Anna, comunque, sono contento, è stato importante».

Il cinismo, dicevamo, oggi è l’arma migliore: «La squadra sta crescendo anche mentalmente, bisogna essere umili nel mantenere viva la partita nei momenti di difficoltà. Eravamo lunghi, più che molli: perdere i duelli ti costringe a correre tanto e spegnere l’interruttore ti manda in bambola. Siamo stati maturi, ma dobbiamo migliorare nei novanta minuti anche recuperando vari elementi della rosa».

Pissardo è stato determinante: «Abbiamo due portieri importanti, lo sappiamo. Difficilmente ci hanno tirato da lontano, oggi Marco, che fa parte del gioco, è stato importante per noi. Aldilà del Piacenza, quando non eravamo stati noi, solo oggi e con la Giana Erminio sono stati chiamati molto in causa. Quando troviamo squadre che si chiudono e ripartono bene con i giocatori veloci facciamo fatica; torneremo su questi concetti in queste settimane».

Il Lecco lavorerà sul centrocampo? «Più che radiomercato, oggi sono sintonizzato su Radio Maria per pregare che si evitino altri problemi… E’ normale, comunque, che con l’infortunio di Galli si cercherà un centrocampista in grado di fare il regista puro per poter alzare e abbassare i ritmi, oltre alla fase d’interdizione. In rosa abbiamo elementi dinamici, ma non un play».

Infine, un commento sulla prestazione di Giudici e Capogna: «Luca ha fatto una partita di grande sacrificio, ha determinato oggi come a Grosseto. Lo conosciamo fisicamente e umanamente, ha avuto vari step nel corso di questa stagione; è voluto rimanere a Lecco. Riccardo? Parte tutto dalla testa, se a quest’età dimostri determinate cose allora due domande te le devi porre. Hai fatto sfracelli in Serie D per anni? Bravo cogl… Avrebbe potuto concludere molto di più. Sta facendo gol pesanti». Il tecnico ha poi precisato: «Mi permetto di definirlo così pubblicamente per il tipo di rapporto che abbiamo, sono cose che dico da tempo anche lui».

Giudici: «Lavoro per trovare continuità»

Episodi e poca continuità hanno segnato la gara del match winner Luca Giudici: «Lavoro per migliorare, so che ho questo tipo di difetto. E’ una cosa mentale, siamo stati fermi a lungo e abbiamo ripreso ad agosto, quando ho avuto un infortunio. Sono contento per gol e vittoria, lavoriamo per questo». Il Pergo ha contestato la punizione poi trasformata in gol: «Ci sono stati tanti falli, è stata una partita così e non c’è niente da recriminare. L’atteggiamento è stato lo stesso per entrambe le squadre».

Balisticamente pregevole la realizzazione: «Sono parecchi anni che ci provo in allenamento, ma ho avuto compagni più bravi di me dal limite dell’area. Sono contento di esserci riuscito, continuerò a lavorarci costantemente».

La posizione in campo è quella ideale? «Ci hanno costretto a stare molto bassi, non avevo molta possibilità di alzarmi in fase di non possesso. Partire da così lontano ti porta ad arrivare stanco nell’altra metà campo. Giocare a tutta fascia sfrutto al meglio le mie caratteristiche, dovessi giocare mezz’ala sarò contento anche di quello; imparare movimenti e giocate è importante».

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