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Calcio Lecco, Di Nunno annuncia: «Devo lasciare la società, ma finiamo la stagione. I fatti di Sesto mi hanno confuso, a Busto ci hanno rubato dei punti»

Il patron in diretta a “Il Blu e il Celeste”: «Pensavo che qualcuno mi avrebbe aiutato a tirare avanti la carretta, invece… A gennaio dovremo prendere tre giocatori»

Paolo Di Nunno BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 3 minuti

Scossone nella serata lecchese. Durante la diretta de “Il Blu e il Celeste”, infatti, sono diventate di dominio pubblico le dichiarazioni rilasciate dal patron della Calcio Lecco 1912 Paolo Di Nunno al quotidiano “La Provincia di Lecco”, che hanno seminato un certo allarmismo e fatto pensare a una prossima dipartita, nel senso poetico del termine, dell’attuale amministratore delegato bluceleste. Intercettato durante la stessa diretta, il numero uno di via Don Pozzi ha decisamente rasserenato gli animi, facendo presente di essere comunque intenzionato a finire la stagione.

«Ho sbagliato degli investimenti di natura e sono nella m**** – ha detto Paolo Leonardo Di Nunno durante “Il Blu e il Celeste -. Ci hanno rubato dei punti a Busto Arsizio, dato che avevamo segnato un gol regolare. Oggi, lunedì, ho parlato con il Presidente di Lega Francesco Ghirelli e mi ha dato ragione. Se mandano questa gente incapace ad arbitrare è dura».

Il patron scende nei dettagli della sua scelta: «Pensavo che Lecco mi avrebbe aiutato a tirare avanti la carretta. L’obiettivo era vincere il campionato, poi ci sono stati tanti problemi. Personalmente non sto bene di cuore, non posso morire per queste cose. Cercherò di tenere la squadra finché potrò, ma dopo la fine del campionato sicuramente lascerò. Lecco è provincia, la Lombardia è la regione più ricca d’Italia, ma nessuno si è mai fatto avanti per aiutarmi. Non potete pensare che io vada in giro a chiedere l’elemosina, ho otto figli a cui pensare e non posso lasciarli in mezzo alla strada per il calcio. Il Comune? E’ tutto a posto, mi ha dato una piccola somma per finire la palestra allo stadio. Mi servono dei soldi per pagare tutti, ma più di tutti serve qualcuno che mi affianchi e prenda le redini della società, sono disposto a lasciargli tutte le cariche. Non serve, comunque, fare allarmismo, il campionato lo finiamo».

Capitolo sponsor e fondi: «Mi hanno dato ventimila, cinquantamila euro, poca roba. Le trasferte hanno costi enormi che non so come sostenere, stasera ho parlato con il Presidente Federale Gabriele Gravina e ci hanno promesso i soldi del minutaggio. Quanti? Se il girone “C” non fa giocare i giovani, i soldi non li prende. Ho parlato con il Direttore Sportivo Domenico Fracchiolla e a gennaio vuole prendere tre giocatori (centrocampista, punta e difensore, ndr), inoltre ne vanno mandati via quattro o cinque; Juan Kaprof, inoltre, non si adatta al calcio italiano. L’annata è stata disastrosa per noi. Serie B? Voglio andarci, ma questa stagione è andata storta dopo Como mentre agli altri va tutto bene».

C’è un momento in cui i problemi sono tornati a manifestarsi con maggiore intensità: «Sono confuso dopo Sesto San Giovanni, quello che ha fatto D’Anna è stata una mancanza di rispetto verso il mister, poi ieri abbiamo perso per un brutto errore arbitrale che abbiamo segnalato alla Lega: la guardialinee farà una brutta figura con tutta Italia».

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