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Mandare in vacca

Tra la fine del 2020 e la gara con la Lucchese i blucelesti hanno sperperato un enorme quantitativo di punti per colpe proprie: il rischio è quello di rovinare il progetto tecnico

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Albinoleffe-Lecco, ritorno alle “classiche” lombarde. Blucelesti contro blucelesti nel teatro del “Città di Gorgonzola”, che fino alla fine della stagione ospiterà le gare interne degli orobici, destinati a calcare il terreno dell’impianto in costruzione a Zanica dalla prossima annata sportiva. Classica di quelle decisamente rusticane, che soprattutto negli Anni Ottanta ha avuto il suo sfogo maggiore e, parlando per le Aquile, più doloroso: incrociare il Leffe, a quei tempi, voleva dire mandare letteralmente in vacca tutto, o quasi, ciò che era costruito per mesi, una vera e propria maledizione. Non che nelle ultime cose siano così tanto migliorate: i cinque precedenti esterni post fusione tra Albino e Leffe, datata 1998, parlano di tre successi casalinghi, un pareggio nella Serie C1 2001/2002 e una sola vittoria lecchese (1-2), arrivata durante l’estate del 2019 in Coppa Italia di Serie C. Poco, decisamente poco.

Venendo ai giorni nostri, eccolo ripresentarsi concretamente, il rischio di mandare in vacca quanto fatto finora, sicuramente tutt’altro che da buttare via: più o meno come nell’ottobre del 2019, il gradimento della piazza verso mister Gaetano D’Agostino è sceso pericolosamente ai minimi storici. Per quanto non soddisfatta dagli ultimi risultati (un punto con ultima e penultima), la proprietà ha confermato il tecnico sulla panchina e le aspettative per la gara del “Città di Gorgonzola”, in arrivo dopo una settimana di doppi allenamenti imposti dal patron, sono tutt’altro che basse: una sconfitta potrebbe costare lo scivolamento fuori dalla zona play-off per la prima volta nella stagione, un risultato di fine girone d’andata che sarebbe indiscutibilmente insufficiente, visti gli investimenti economici fatti in estate.

Di fatto tutte le pressioni sono sui blucelesti di casa nostra: interne ed esterne sommate, sono di non indifferente portata. Impossibile steccare al cospetto di una squadra sorniona, tornata alla vittoria a Pontedera dopo un periodo di magra; se non altro il Lecco, che non vince fuori da casa dallo scorso 15 novembre (1-2 a Grosseto) sa cosa aspettarsi dal gruppo di mister Marco Zaffaroni: linea difensiva bassa, tanta aggressività nei duelli e le verticalizzazioni verso Manconi, Cori e Gelli, trio offensivo perfettamente funzionale allo schieramento tattico messo in campo dal tecnico che fece meraviglie a Monza. Nell’aria che circola sotto il Resegone c’è da tempo un cambio di modulo, che sia 4-2-3-1 o 4-3-3, processo che sarà verosimilmente velocizzato dagli arrivi di Foglia a centrocampo ed Emmausso, elementi che con il secondo schieramento hanno dimostrato di saper essere parecchio funzionali. “Trequattrotre”, “quattroduetreuno”, “quattrotretre” che sia, a Gorgonzola l’equazione deve dare un solo risultato, quello di tenere ben vivi tutti gli obiettivi stagionali.

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