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Falsa ripartenza?

Il rendimento delle ultime 15 gare dice che quelle di Gorgonzola sono state altre due tappe di un percorso che rischia di diventare pericolosamente piatto

Lecco rimbalzato anche dalla Giana Erminio BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 3 minuti

Non sappiamo se la maglia rossa tornerà d’attualità, ma il verde speranza indossato al “Città di Gorgonzola” non è stato soddisfatto. Scaramanzie assortite a parte, la domenica della Calcio Lecco 1912 si è portata nuovamente dietro il sentimento della delusione. Le due trasferte milanesi non hanno sortito la scossa sperata e, del resto, anche il direttore sportivo Domenico Fracchiolla ha ammesso che sono stati troppi i punti persi per strada, complici, in un ragionamento che va oltre gli ultimi 180′, alcune amnesie da buttar via la testa. Non bastano queste e neanche gli errori arbitrali a giustificare il rendimento bluceleste nelle ultime quindici giornate di campionato.

Ultime 15 da zona salvezza

Se escludiamo la partenza-turbo (11 punti nelle prime 5 partite), il Lecco ha ottenuto la miseria di 19 punti nelle ultime 15 uscite (1,27 punti/partita), validi solo per un piazzamento nel pieno della zona salvezza, fuori anche dalla maxi zona play-off. Miseria, si, perché il valore della rosa è indubbiamente ben superiore ed è inaccettabile che in questo periodo sia arrivata solamente una vittoria, peraltro “sporca”, in trasferta. Quasi tutto il fatturato (13 punti in 6 gare, 2,17 punti/partita), inoltre, è stato prodotto tra le mura amiche del “Rigamonti-Ceppi”, mentre altrove sono arrivati solo 6 punti in 9 partite (0,67 punti/partita). Ci si può appellare ai campi brutti, a qualche infelice scelta arbitrale, ma in prima battuta bisognerebbe fare mea culpa per un rendimento esterno non all’altezza. Per dire: nello stesso periodo l’Alessandria dell’esonerato Gregucci ha fatto dieci punti in più. Paradossalmente, i due punti portati via dal Milanese rappresentano un miglioramento matematico rispetto alle tre sconfitte consecutive di Busto Arsizio, Sesto San Giovanni e Olbia, ma il malcontento della piazza è comprensibilmente crescente, in particolar modo nei confronti del contestato, soprattutto via social, mister Gaetano D’Agostino.

Per stare all’ultima uscita, poco s’è capito dell’assetto iniziale: se il fondo non permetteva il gioco palla a terra, tesi veritiera e dimostrata dallo svolgimento della gara, perché la scelta iniziale è votata a un undici più tecnico e meno fisico, con il debutto di Emmausso così forzato? In tal senso le azioni dell’allenatore hanno contraddetto le parole pronunciate alla vigilia della gara. La combinazione Iocolano-Mangni, ripescato dopo tempo immemore, ha scongiurato una sanguinosa debacle che si stava materializzando all’orizzonte. Gli elementi “pesanti” hanno avuto gioco più facile su quel tipo di terreno e va vista di buon occhio anche la reazione nervosa dei secondi 45′; sicuramente non ordinata, ma fatta di una foga che in altre situazioni similari era decisamente venuta mena. Del resto i 6 punti ottenuti nelle ultime 5 uscite (e 3 nelle ultime 4) non possono soddisfare gente che ha vinto (e talvolta rivinto) in questa categoria oppure ha dimostrato di poter stare al piano superiore. No, a Gorgonzola non c’è stata una falsa ripartenza, ma l’ennesima tappa di un percorso che rischia di andare incontro a un pericoloso appiattimento.

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