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Calcio

Gli occhi sul Lario

Lecco e Como non si sfidano da oltre nove anni al “Rigamonti-Ceppi”: sarà un derby particolare e di altissima classifica, come non se ne vivono da tanto tempo

Riccardo Capogna esulta BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 3 minuti

Nove anni e mezzo dopo, è finalmente aria di Derby del Lario anche alla fredda ombra del Resegone. Da svariati anni l’inverno lecchese non era così intenso dal punto di vista meteorologico, ma anche sul lato calcistico le variazioni d’umore non sono per nulla cambiate. Un dettaglio che accomuna i blucelesti e i cugini comaschi, già passati dal cambio di allenatore qualche mese or sono e ora in grado di guardare tutti dall’alto verso il basso. Sempre parlando di aria, quella che si respira su entrambi i rami del lago è d’alta classifica, esattamente come accade sui monti che attorniano un territorio sempre più celebre in tutto il mondo. Usando questa chiave di lettura, la sfida calcistica rappresenta la sublimazione di un brand in continua crescita, su cui hanno posato gli occhi anche gli investitori stranieri. Sul ramo occidentale da tempo ha messo radici la Sent Entertainment Ltd, mentre sul lato occidentale sono arrivate voci, per nulla ora più, relative a uno studio condotto sulla società attualmente nelle mani del patron Paolo Leonardo Di Nunno, che l’ha riportata a dei fasti che non di vedevano da tempo.

Cosa dicono i numeri

Guardando alla semplice matematica, questa parla chiaro e senza lasciar spazio a particolari interpretazioni: il Lecco ha conquistato la bellezza di 23 punti (in 10 partite) su 34 tra le mura amiche del “Rigamonti-Ceppi”, da sempre un vero e proprio fattore, mentre il Como si è portato a casa 22 punti (in 10 partite) su 46 lontano dal “Sinigaglia”, terreno della storica vittoria (0-3) conquistata dai blucelesti lo scorso 11 ottobre 2020, nettamente il punto più alto della storia calcistica locale da qualche decade a questa parte.

Sarà anche lo scontro tra gli attaccanti Riccardo Capogna, star del primo round con la sua doppietta, e Alessandro Gabrielloni, ma anche dei fantasisti Simone Iocolano e Massimiliano Gatto. Oppure di chi, come Andrea Malgrati, Ivan Merli Sala, Marco Moleri e Dario Toninelli, ha contribuito a mettere le basi su cui si stanno snodando i due proficui percorsi attuali. Sarà, forse ancor di più, il derby della gente, costretta ormai da un anno a trovare vie alternative per far sentire il proprio calore, dettaglio di primissimo piano che a Lecco si sta traducendo in tam-tam sui social e striscioni appesi sugli snodi nevralgici del traffico cittadino. Il programma della Serie C non avrà nulla di meglio da offrire nella giornata di domenica: gli occhi di tutta Italia, alle 20.30, saranno sul Lario.

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