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Non fermiamoci ora

Dopo il leggendario Derby del Lario la Calcio Lecco 1912 è chiamata a un’altra sfida di assoluto livello: occhio alla Carrarese, compagine che vale le prime posizioni

La Calcio Lecco fa festa dopo il Derby del Lario vinto 4-0 BONACINA/LCN SPORT
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Vula bass e schiva i sass. Il detto torna più che comodo oggi, meno di 48 ore il leggendario Lecco-Como che ha fatto il giro d’Italia, oltre che del Lario. Un risultato aggregato di 7-0 che andrà inevitabilmente gestito: s’è visto durante il girone d’andata come sia facile passare dalle stelle (Alessandria e derby) alle più classiche stalle; godiamoci l’onda lunga di quanto visto al “Rigamonti-Ceppi”, ma soprattutto facciamo un passo oltre, perché il girone di ritorno riduce enormemente il margine d’errore nella corsa verso il piazzamento finale. Il poker di domenica sera ha avuto l’effetto di accorciare la classifica verso l’alto e di rimettere praticamente tutto in gioco, anche il discorso per il primo posto che pareva una questione puramente comasco-brianzola. Il Lecco sesto guarda il Como primo a nove punti più indietro, ma appena dietro c’è anche la Juventus U23 da guardare con attenzione.

E sempre guardando numeri e storia, va ricordato che la vittoria interna nel Derby del Lario mancava dal 18 febbraio 2001 (Lecco 1-0 Como, Bertolini), che il double non riusciva dalla stagione 1959/1960, quando poi arrivò la prima promozione in Serie A della storia, e che comunque era riuscito solamente tre volte (1935/1936, 1943/1944, 1959/1960), che più di quattro reti vennero segnate solo il 2 febbraio 1936 (Lecco 6-2 Comense) e che ora Doudou Mangni e Riccardo Capogna sono tra i pochi blucelesti ad aver segnato sia all’andata che al ritorno, roba che bastano le dita di una mano per contarli.

Tenere alta la tensione

Ora il tutto andrà dimensionato, perché è chiaro che gli ultimi 180′ hanno obbligato a bruciare un alto numero di energie nervose per garantire un rendimento così elevato. Il monito è lì da guardare: dopo la splendida affermazione del “Sinigaglia” arrivarono un solo punto al termine del match dominato con la Carrarese (0-0) e, da lì, 19 punti in 15 partite, rendimento da undicesima in classifica. Teniamolo lì questo dato: al “Dei Marmi” sarà il primo di quindici esami di maturità, che i blucelesti hanno dimostrato di poter superare brillantemente; è vero che la vittoria esterna manca da una vita (15 novembre 2020, Grosseto 1-2 Lecco) e che ne sono state ottenute solamente due (11 punti, 14° posto), ma va fatto notare come i blucelesti siano in uno stato di grazia soprattutto a livello difensivo, con un solo gol subito nelle ultime cinque a fronte di sei realizzati.

Ad Alessandria i tre punti sono sfuggiti soprattutto per via della gran prestazione del portiere grigio Matteo Pisseri, ma il risultato pieno sarebbe potuto arrivare anche a Gorgonzola con Giana Erminio e Albinoleffe. Indubbiamente a livello di maturazione sono stati fatti dei progressi evidenti, che passano da una maggior attenzione al “prima non prenderle” a un trovato equilibrio a livello tattico. Andiamo bem oltre il discorso puramente numerico (3-4-3, 3-5-2, 4-3-3, 4-2-3-1…): il Derby del Lario ha lasciato l’insegnamento più grande, ovvero che in terza serie sono soprattuto disponibilità al sacrificio e voglia di lottare a far la differenza, fattori che rendono spendibile un tasso tecnico che poche altre compagini della categoria possono vantare; tutte cose che possono rendere più facile il lavoro di mister Gaetano D’Agostino, bravo nel mettere via tutti i tentennamenti e nello scegliere una formazione d’assalto. La sola qualità non basta per aver sempre ragione e anche l’ultima in classifica può fare il rimontone su uno dei campi minormente violabili della categoria.

Play-off per la “B”: sarebbero un inedito

A Carrara il Lecco troverà una squadra in preda a una crisi tecnica nonostante il piazzamento al decimo posto: nelle ultime cinque il rendimento è da ultima in classifica (3 punti), nelle ultime dieci da terzultima (7 punti), nelle ultime quindici da undicesima (19 punti), nelle ultime venti da dodicesima (25 punti); l’ultima vittoria risale addirittura al 19 dicembre (Carrarese 1-0 Albinoleffe). Sentite anche voi una forte puzza di bruciato? Se si, fate bene: l’organico dei marmiferi è, sulla carta, di alto livello e avrebbe dovuto permettere di combattere per le primissime posizioni come avvenuto un anno fa, quando solo la convulsa semifinale play-off di Bari stoppò la corsa verso la Serie B. A Piacenza si è messo in luce anche Luca Giudici, che il Lecco ha ceduto in prestito ai toscani di Baldini per dare all’esterno la possibilità di rigenerarsi dopo mesi difficili all’ombra del Resegone. Una rondine non fa primavera, ma sarà un pericolo in più di cui tener conto domenica pomeriggio.

Rompere il tabù della trasferta darebbe un gran vantaggio al Lecco, che metterebbe altro fieno in cascina, potrebbe aumentare il proprio vantaggio rispetto alle inseguitrici e anche continuare a guardare a posizioni più nobili della graduatoria. Un piazzamento nelle prime dieci, obiettivo minimo, varrebbe in ogni caso la qualificazione ai play-off promozione per la Serie B: introdotti nel 1993, al “Rigamonti-Ceppi” non si sono letteralmente mai visti, inoltre è cosa buona e giusta cercare quantomeno di eguagliare il quarto posto ottenuto al termine della stagione 1976/1977 (si, quella di Coppa Italia Semiprofessionisti e Trofeo Anglo-Italiano) in Serie C unica, l’ultima prima della creazione della Serie C2. Non fermarti ora, Calcio Lecco.

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