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La rinascita dopo gli incidenti stradali e il buio: i ragazzi del Carza Racing Team sono pronti a tornare in pista

Vito Pisanello, 42 anni, Leo Soprano, 44 anni, e Daniele Nicolino, 33 anni, sono i piloti che portano i colori della scuderia di Mauro Carzaniga

Da sinistra: Mauro Carzaniga, Vito Pisanello e il meccanico Mimmo BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 8 minuti

Arriva sempre il momento in cui la vita ti mette di fronte una sfida improvvisa e dal coefficiente di difficoltà decisamente elevato. Come si dice, in questi casi, è la capacità di reazione a far la differenza. Una frase fatta, spesso, ma fatta decisamente propria dai ragazzi del Carza Racing Team di Malgrate: Mauro Carzaniga, pilota pluripremiato con trent’anni di carriera, manda in pista Vito Pisanello, 42 anni, Leo Soprano, 44 anni, e Daniele Nicolino, 33 anni, tre piloti disabili che corrono nel campionato organizzato dall’associazione “Di.Di.Diversamente Disabili Onlus”. La ripartenza è fissata per la primavera (16-17-18 aprile), quando il circuito Bugatti di Le Mans ospiterà la gara europea; le altre gare, valide per il campionato italiano, sono in calendario a Misano (fine luglio), Mugello (fine agosto) e Roma-Vallelunga (metà ottobre).

Le tre moto, modificate in base alle disabilità che interessano i singoli piloti, sono delle Yamaha R6 600cc, guidate da Pisanello e Soprano, e una BMW 1000cc, che romba sotto il corpo di Nicolino. Gli iscritti al campionato sono complessivamente una ventina, quaranta per le gare internazionli, tutti colpiti da delle disabilità derivate da degli incidenti stradali. Scendono in pista tutti insieme per prove libere, doppia sessione di qualifiche del sabato e gara della domenica, al cui termine vengono stilate le varie classifiche; la competizione si ferma lì: «Prima e dopo si mangia e si beve insieme – ci racconta Mauro Carzaniga all’interno della sua officina di via Roma, nel cuore del “Porto” di Malgrate -, i meccanici aiutano tutti i team, è una regola non scritta nel paddock».

La delegazione, composta da circa dieci persone tra piloti, meccanici e famiglie, fondamentalmente si autofinanzia, anche se qualche sponsor dà il proprio contributo al team.

La storia di Vito Pisanello

Vito Pisanello, romano di 42 anni, ex carabiniere motociclista a Milano presso la caserma di Montebello, è pressoleso a causa di un grave incidente stradale avvenuto nel 2007 davanti alla motorizzazione di Pero: «Stavo andando a mangiare una pizza e due ore dopo mi sono svegliato in ospedale; cosa mi ricordo? Niente, assolutamente niente. Ho perso il controllo della ruota davanti a 50 km/h e mi sono ritrovato al nosocomio, non si è mai capito fino in fondo cosa sia successo. So solo che sono andato contro un palo e l’ho praticamente divelto; eravamo in due sulla moto, ma la ragazza insieme a me e il mezzo stesso non si sono fatti praticamente nulla. Sono stato ricoverato un anno, ho subito quattro operazioni, per un totale di trecento punti circa, perché ho riportato la rottura di omero, radio e ulna, oltre alla rottura totale del plesso brachiale e della fronte. Sono stato ricoverato venti giorni al “Niguarda” e quasi un anno a Latina, oltre a ulteriori due degenze presso il “San Gerardo” di Monza». Dopo essere stato congedato dall’Arma si è trasferito a Canzo, dove vive insieme alla moglie: «E’ stata proprio lei, mentre lavorava al bar a fianco dell’officina, a conoscere Mauro. Lui le ha consigliato di regalarmi un corso di guida organizzato dall’associazione Di.Di., così nel 2018 sono tornato letteralmente in sella. Con lui (Mauro, ndr) si è creata una splendida amicizia, che va ben oltre la pista».

Vito Pisanello

La storia di Leo Soprano

Brasiliano nato nel 1977, Leo Soprano è paraplegico. Nato e cresciuto in una famiglia di motociclisti, il pilota ha avuto il proprio contatto con le due ruote mentre sua madre era ancora incinta di lui, dato che lei stessa era una motociclista. La passione di Leo per le motociclette è cresciuta insieme a lui, tanto che in città è diventato uno dei motociclisti audaci; tutti, infatti, conoscevano la sua fama e il forte desiderio per la competizione. Essendo uno sport molto costoso, il pilota ha fatto i bagagli e si è trasferito a Londra per lavorare e comprare una grande due ruote, sempre con il desiderio di poter correre in pista un giorno. Purtroppo è stato un tragico incidente di lavoro a rompere il suo sogno; rimasto su una sedia a rotelle, ha visto la sua vita cambiare all’improvviso. Nonostante la sorte avversa, Leo si è ripreso: ha pianificato, combattuto ed è riuscito a sognare di correre di nuovo. Ed è stato attraverso la sedia a rotelle che è riuscito a realizzare il suo sogno di pilotare in pista.

Un gruppo di Silverstone, chiamato “The Bike Experience” e gestito da Talan Skeels Peggings, ha messo a disposizione delle motociclette adattate a favore di chi era interessato al corso di guida. Sin dall’inizio Leo ha fatto bene, tanto che gli stessi istruttori lo hanno indirizzato a una squadra italiana vicino a casa sua a Treviso, in Italia. Il pilota brasiliano ha fatto un ottimo tempo sul tracciato, ma ha dovuto interrompere il campionato nel 2018 a causa di problemi di salute. Di recente, durante una visita in Brasile, Leo ha potuto finalmente realizzare un altro sogno: quello di acquistare una moto da cross importata, adattarla alle sue esigenze, in modo semplice ma molto costoso. Il mezzo è dotato di un dispositivo elettrico, che consente al guidatore di cambiare le marce con il pollice sinistro e di controllare il freno posteriore sopra la frizione. Il desiderio di Leo è quello di ottenere una sponsorizzazione per partecipare ad alcune gare che sono già state organizzate, anche grazie al gruppo “Riders of the Galaxies” che ha dato tutta l’assistenza necessaria affinché possa partecipare alle corse con sicurezza.

Leo Soprano

La storia di Daniele Nicolino

Nato nel 1988, Daniele Nicolino ha accusato l’amputazione della gamba sinistra. Nato a Ivrea l’11 gennaio, fin da piccolo ha «sempre avuto la passione della moto. Compravo modellini e sognavo di diventare pilota: iniziai a 14 anni con la prima motoretta 50cc, poi sono passato, via via, a 125cc, 600cc e 1000cc. La mia vita avanzava serenamente fino a quel 4 maggio 2014, quando, purtroppo, cambiarono molte cose». Quel giorno un incidente stradale gli ha inevitabilmente cambiato la vita: «Ho una serie di flash, dei ricordi mescolati e dei suoni mi fecero svegliare. Dicevo “Papà, mamma, dove sono? Ho fatto un sogno bruttissimo, ho sognato che non avevo più una gamba”. Ricordo che mio papà, con una voce tremolante e con gli occhi lucidi, mi disse “no Daniele, purtroppo non è un sogno” e lì realizzai che era tutto vero. Ebbi un incidente in moto che mi costò la perdita della gamba sinistra, accusai tre arresti cardiaci e subii un’operazione interminabile di sei ore, i medici che ebbero parole molto confortanti per la mia famiglia, ma alla fine sopravvissi. Ne uscii più forte, più temprato! Dopo un paio di giorni di sconforto, ancora in terapia intensiva, dissi: “Papà io voglio tornare in moto e voglio prendere il BMW” e così ho fatto. L’ho utilizzata qualche mese su strada e poi, capendo che in realtà a me piaceva correre, ho deciso di convertire il mio BMW S1000RR in un “solo pista”».

Qui arriva la svolta: «Ho conosciuto i Di.Di. e ho iniziato a correre. Il mio esordio è avvenuto nel 2017 e fu subito col botto: feci podio (seconda posizione al Mugello) e quarto come risultato finale nel campionato. Nel 2018 ho partecipato al campionato internazionale disabili, classificandomi quinto nella generale. Dopodichè ho partecipato a una gara del campionato italiano vincendola (con pole position, giro veloce e vittoria) e, sempre nel 2018, ho preso parte alla 200 miglia del Mugello, gara non dedicata ai disabili, ma ungara endurance con in gara dei piloti normodotati. Io e il mio compagno, anche lui pilota disabile amputato all’avambraccio destro vincemmo nella categoria “Ama”. Fu un’emozione incredibile».

Il 2019 coincide con l’ingresso nel « team di Mauro, il Carza Racing Team, per correre nel campionato. Ho conquistato subito podio alla prima gara e la terza posizione al Tazio Nuvolari. E’ arrivato un podio anche nella seconda gara all’autodromo di Magione, che mi consentì di chiudere al terzo posto il campionato italiano anche senza partecipare alla terza gara disputata a Vallelunga per la nascita della mia bimba Emma. Nel 2020, purtroppo, non abbiamo potuto correre per mancanza di sponsor e anche il 2021 si preannuncia nuovamente complicato per cause puramente economiche». Vedremo che cosa si riuscirà a fare».

Daniele Nicolino

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