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Lo zampino di un lecchese nel successo di Luna Rossa: Stefano “Archimede” Riva

Il multiscafo italiano di patron Bertelli schianta gli inglesi di Ineos e si aggiudica la Prada Cup: sfiderà Team New Zealand per l’America’s Cup. L’apporto di Riva come boat builder

Stefano "Archimede" Riva festeggia la vittoria della Prada Cup
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C’è anche un pezzo di Lecco nella straordinaria affermazione di Luna Rossa nella “Prada Cup“, la competizione riservata agli sfidanti di Team New Zealand per l’assalto all’America’s Cup. Nella notte scorsa il multiscafo italiano ha centrato la sesta e settima regata utile a sconfiggere in finale (con un totale di 7-1) gli inglesi di Ineos, e dal prossimo 6 marzo disputerà l’atto conclusivo della più importante manifestazione velica.

Fa parte del team italiano anche il 55enne Stefano Riva, soprannominato “Archimede”, in qualità di boat builder. Per Riva una grande esperienza a livello di competizioni veliche di alto livello, in particolare di Coppa America essendo alla terza sfida personale tra i challenger. Anche lui, come tutta Italia, insegue ora il sogno di vincere il trofeo, sfuggito a Luna Rossa e sempre contro i “kiwi” (ma allora con i monoscafi, e con un altro lecchese a bordo, il prodiere Paolo Bassani) nel 2000 e a “Il Moro di Venezia” nel 1993 (contro America Cube).

Chi è Stefano Riva

Nato a Lecco nel 1966, Stefano soprannominato “Archimede” ha iniziato a navigare con le derive intorno ai 20 anni; da allora ha continuato a lavorare nel campo della nautica sia come velista che come rigger e boat builder. La sua prima Coppa America è stata nel 2000 con “Mascalzone Latino”, quindi nel 2007 con “Desafio Espanol”. Ha esperienza anche di regate oceaniche: era infatti parte dello shore team e membro dell’equipaggio di “Tim”, l’Orma 60 di Giovanni Soldini.

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