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La prima volta

Quarantacinque anni dopo, il Lecco ha la prospettiva di poter stazionare al terzo o quarto posto della classifica. Merito di una maturità ormai consolidata

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Tempo di lettura 3 minuti

La rimonta perfetta. Soffrire, tenere duro, riemergere e, alla fine, portare a casa tre punti decisamente pesanti: Lecco-Renate la riassumiamo così. E, dulcis in fundo, aggiungiamoci anche che i blucelesti non avevano mai avuto ragione dei brianzoli in gare di campionato tra i professionisti; gli unici due successi risalgono, infatti, all’Eccellenza (2002/2003). Farlo così, al termine di novantacinque minuti di altissima tensione, ha generato tutto quello che abbiamo visto: la trasfigurazione di Simone Iocolano, la corsa infinita dei compagni dalla panchina fin sotto la Curva Sud, uno sguardo alla classifica che dice “-1” dal terzo posto o “-3” dal secondo, oltre a un virtuale “-5” dalla vetta. In entrambe le delegazioni il match era decisamente sentito e, difatti, i veleni non si sono risparmiati né durante né dopo la partita: le Pantere hanno reclamato ben tre calci di rigore, dall’altra parte è scattata più di qualche frecciatina; se in estate il patron Paolo Di Nunno aveva teso la mano al collega Luigi Spreafico, mercoledì pomeriggio più che altro si è acuita una rivalità che, comunque, ha radici abbastanza profonde.

Il primo ribaltone

Parlavamo di prime volte: numerica a parte, probabilmente il lascito più importante è quello della prima rimonta completa portata a termine dal Lecco, risultato figlio di una maturazione ormai conclusa. A Livorno e con la Giana Erminio, infatti, la squadra di mister Gaetano D’Agostino era riuscita a cogliere un punto partendo da una situazione di svantaggio, ma ieri, praticamente in un battito di ciglia, è stato finalmente completato il ribaltone, per più di un motivo un potenziale snodo di vitale importanza in vista del rush finale. Vogliamo metterci un’altra prima volta? Il primo gol e il primo assist in Serie C per Cristian Cauz, in rete nel 2015 con il Pro Piacenza ma in un match di Coppa: dall’altra parte, tra le fila del Bassano Virtus, c’era Simone Iocolano, che ieri ha beneficiato della classica giocata che non ti aspetti da parte di un difensore in continua e repentina crescita.

Come negli Anni Settanta?

Detto che per non entrare nei play-off, mai disputati prima in terza serie, servirebbe una follia di dimensioni non stimabili, tornare a toccare i livelli della stagione 1975/1976 (Serie C, terzo posto) o anche “solo” di quella seguente (Serie C, quarto posto) oggi appare un traguardo assolutamente a portata di mano. Quarantacinque anni dopo, tornare a toccare dei livelli di questa portata assomiglierebbe molto a una prima volta.

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