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Moleri a “Il Blu e il Celeste”: «Ora fisicamente sto bene. 100 presenze? Ricordo il debutto come se fosse ieri, il gol nel derby lo sogno ancora…»

Il 23enne centrocampista di Civate è entrato a far parte del prestigioso club dei Centenari blucelesti: 17 le presenze nel corso della stagione attuale

Paolo Leonardo Di Nunno e Marco Moleri
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Tempo di lettura 3 minuti

20 agosto 2017, giorno di Lecco-Arconatese, Coppa Italia di Serie D. I blucelesti vincono agilmente la gara che coincide con il debutto stagionale e quello assoluto di Marco Moleri con la maglia delle Aquile. Civatese doc, il “Torello di Civate” ha fatto parecchia strada all’ombra del Resegone: cento partite tonde tonde con l’ingresso di Piacenza, bagnate da 8 gol, 3 assist, ma soprattutto la stima incondizionata del popolo lecchese. Il centrocampista, 17 presenze nella stagione in corso, è stato gradito ospite durante la puntata de “Il Blu e il Celeste” andata in onda nella serata di lunedì.

Paolo Leonardo Di Nunno e Marco Moleri

Marco Moleri: l’intervento a “Il Blu e il Celeste”

Marco, dacci il tuo punto di vista su Novara-Lecco:
«Sicuramente veniamo da un momento di buona forma, purtroppo siamo inciampati e abbiamo sprecato un’opportunità. Certamente lavoreremo a testa bassa per riprenderci subito».

Mancano ancora dieci partite, potete dire la vostra per le primissime posizioni: sei pronto?
«Ci facciamo trovare sempre pronti e con la giusta mentalità, purtroppo a Novara ci è andata anche un po’ di sfortuna. Se il mister mi cambierà in causa, mi farò trovare sul pezzo come sempre».

Come si gestisce un periodo in cui si gioca poco?
«Fa parte del calcio, ci sono momenti alti e momenti bassi. L’importante è avere la mentalità giusta, anche in allenamento, perché i sacrifici vengono sempre ripagati. Cercherò di farmi trovare sempre pronto».

Perché hai giocato poco quest’anno?
«Sicuramente ho dei compagni di reparto di ottimo livello, la rosa è ampia e forte, personalmente ho avuto dei problemi fisici e un po’ di sfortuna. Inizialmente ho giocato, ora sto avendo un po’ meno spazio. Fisicamente sto bene, ho recuperato la forma giusta».

Finirete nei primi tre posti della classifica?
«Spero di si, abbiamo tutte le caratteristiche per arrivare in alto. Siamo un’ottima squadra».

Le tue cento presenze:
«Aver raggiunto questo traguardo a soli 23 anni è molto bello, mi ricordo come se fosse ieri il giorno del mio debutto, oltre a tutte le annate. Sono particolarmente legato alla vittoria del campionato di Serie D, ma anche il primo anno tra i professionisti mi ha riservato parecchie soddisfazioni personali. Il gol di Como? Me lo sogno ancora…».

Ti vedi sulla fascia destra?
«Delpiano mi ha impiegato lì in qualche occasione, ma è da un po’ che non ricopro quel ruolo. Nasco come mezz’ala, in un modulo come quello di D’Agostino sono più un centrale che un quinto».

Senza i tifosi:
«Non è la stessa cosa, la mentalità è sempre quella ma il “Rigamonti-Ceppi” bello caldo è il dodicesimo uomo».

Tanti gol subiti nei minuti iniziali:
«Fa parte del calcio, purtroppo succede».

La carriera:
«Iniziato nelle givoanili del Civate, poi sono andato a Giussano, Inter e Como per tre anni, poi sono passato in prestito alla Caronnese con Gaburro. Da lecchese non ne ero molto contento, francamente, e appena è arrivata la chiamata di Gizzarelli sono stato felicissimo di vestire questa maglia».

Chi vince tra Pro Vercelli, Renate e Como?
«Sono tre ottime squadre, ma bisogna stare attenti alla Pro Vercelli».

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