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Serrare i ranghi

I blucelesti sono reduci da un mese non brillante: in 31 giorni sono arrivati solo una vittoria e sei punti, ma il rush finale può regalare ancora delle soddisfazioni importanti

Lecco chiamato a una prova importante a Vercelli BONACINA/LCN SPORT
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Senza girarci troppo intorno, dopo Lecco-Renate il rendimento dei blucelesti si è sgonfiato. Nelle ultime sei uscite sono arrivati altrettanti punti, frutto di una vittoria, tre pareggi e due sconfitte. Da un certo punto di vista, la pur breve pausa pasquale ha permesso di staccare qualche giorno e recuperare un po’ delle tante energie mentali profuse in campo tra marzo e l’inizio di aprile. Si è giocato tantissimo (sette partite in un mese spaccato) e la pressione è costantemente aumentata sulle spalle di dirigenza, squadra e staff tecnico. Quasi senza accorgercene siamo arrivati al rush finale della stagione, che sarà preludio alle fasi finali. E le Aquile ci sono arrivate decisamente stanche, forse più nella testa che nelle gambe.

Play-off, Coppa e futuro

Prendiamo la classifica del girone “A” di Serie C: la graduatoria dice che, per la prima volta nella sua storia, la Calcio Lecco 1912 affronterà i play-off per accedere al campionato di Serie B. Può apparire un traguardo scontato visto che vi entrano le squadre dalla seconda alla decima posizione, ma nella sostanza non lo è: chiedere a Novara e Carrarese, che in fase di mercato hanno investito cifre ingenti ma oggi guardano da non lontano la zona play-out. Si poteva far di più? Si può sempre e si potrà anche perfezionare il piazzamento finale, soprattutto passando attraverso il prossimo scontro diretto di Vercelli, ma la realtà dei fatti dice anche che quella bluceleste è una squadra creata quasi da zero nel giro di pochi mesi, mentre quasi tutte le cinque compagini che le stanno sopra si fondano su gruppi almeno al secondo anno di lavoro insieme. Fa eccezione l’Alessandria, ma parliamo di una realtà dov’è stato investito un budget fuori dalla portata per tutte le altre e, comunque, il periodo florido è roba recente.

Mettiamo una fiches, sicuramente non di quelle da “all in”: i blucelesti non andranno sotto il sesto posto finale e probabilmente faranno meglio, traguardo che sarebbe in linea con quanto prefissato a inizio stagione. Significherebbe buon posizionamento in vista delle fasi finali e anche primo turno della prossima Coppa Italia nazionale da disputare tra le mura amiche del “Rigamonti-Ceppi”. La partecipazione manca dall’estate 2015, quando il Lecco, compagine di Serie D, rese la vita molto complessa alla quotata Casertana, quarta al termine di quel campionato di Serie C. In casa, invece, la Coppa “vera” non si vede dal 10 settembre 1972, quando all’ombra del Resegone arrivò la Sampdoria (1-1) per la quinta giornata del girone 4.

Serrare i ranghi, puntare a fare percorso netto da qui al 2 maggio, fare il meglio possibile durante i play-off e lavorare per tempo sul futuro, molto più prossimo di quello che si pensi: le ricette magiche nel calcio non esistono, la progettualità è l’unica formula che funzioni e c’è una base più che valida sulla quale si può lavorare. Buttare a mare sarebbe la rima sbagliata da comporre.

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