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Post Lecco-Olbia, D’Agostino: «Creato tanto, servono fame e cattiveria per concludere. Rammarico? Troppi pareggi». Merli Sala: «La squadra ha risposto bene»

In casa bluceleste c’è rammarico per i due punti lasciati per strada: la notevole mole di gioco non è stata convertita in gol e si è rischiato il ko. Per la Serie B si “tifa” Alessandria

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Tempo di lettura 5 minuti

Pari e patta tra Lecco e Olbia dopo novantacinque minuti battaglieri sul campo del “Rigamonti-Ceppi”. Ai punti il successo sarebbe andato ai blucelesti, ma nel calcio conta più che altro una cosa: buttarla dentro. Alla squadra di mister Gaetano D’Agostino questo non è riuscito per circa ottanta minuti, quando Celjak ha sfruttato l’ampia libertà concessagli e ha pareggiato il vantaggio firmato una decina di minuti prima dal subentrato Cocco. Entrambe le compagini, al triplice fischio, hanno sufficienti motivi per mangiarsi le mani, ma è chiaro che più cattiveria negli ultimi diciotto metri avrebbe potuto regalare la posta piena ai blucelesti, partiti con il piglio giusto ma incapaci di convertire in gol la notevole mole prodotta. Un peccato capitale che, come già accaduto in precedenza, alla fine è costato punti e rammarico.

Post Lecco-Olbia: le parole di mister Gaetano D’Agostino

Mister, il Lecco ha il problema del gol:
«Abbiamo avuto avuto 10-12 potenziali palle-gol, significa che l’abbiamo preparata bene. In quei momenti bisogna incidere, servono lucidità e fantasia, presupposti per vincere la partita. Oggi più che mai è stata la partita Lecco-Emerson, è passato tutto da lui, ma nel complesso abbiamo subito poco. Certe partite le devi sbloccare e chiudere, servono fame e cattiveria sottoporta; non parlo solo degli attaccanti, ma di chiunque arrivi in quella zona. Dobbiamo ritrovare quella cattiveria, altrimenti ti tocca rincorrere».

Per quale motivo hai iniziato Mastroianni e poi ha aggiunto Capogna?
«Riccardo non si è allenato per dieci giorni a causa di un problema al ginocchio».

Siete partiti bene, poi vi siete adattati al ritmo imposto dall’Olbia:
«Loro hanno giocato molto sul lato di Capoferri grazie al piede di Emerson, Mattia si è fatto sorprendere un paio di volte alle spalle ed è diventato difficile affrontare lanci costanti di sessanta metri. Comunque, quando una squadra produce come noi oggi rimane del rammarico per non aver ottimizzato quanto costruito; nessun allenatore fa gli schemi dentro l’area di rigore degli avversari, ser».

Cosa si è procurato Pissardo?
«Potrebbe essere uno stiramento. È un mistero, si è accasciato su un passaggio fatto di piatto. Speriamo di recuperarlo quanto prima, anche se Davide (Borsellini, ndr) è entrato bene in campo».

Una buona gamba, ma in questa fase del campionato gli attaccanti non vedono la porta:
«Se parliamo di stanchezza, questo discorso mi pare assurdo se riferito a Mastroianni. Nel calcio moderno devi correre novanta minuti, una squadra deve fare degli attaccanti i primi difensori. Ricordiamoci che Capogna era il capocannoniere del girone quando stava bene, mentre ‘Nando ha altre caratteristiche, Mangni e Liguori oggi mancano. C’è e ci sarà bisogno di tutti da qui alla fine, bisogna soffrire tutti insieme. Oggi abbiamo avuto una percentuale d’errore troppo alta».

Prototipo di primo turno play-off?
«La cosa positiva è aver creato tanto, quella negativa sta nel non aver convertito questa massa. Nelle fasi finali subentrano anche altre cose».

Quasi i 60 punti prefissati, siete in linea con quanto ipotizzato?
«Non mi aspettavo niente di più, abbiamo il rammarico di aver pareggiato qualche partita di troppo da situazioni di vantaggio».

La preparazione in vista della fase finale:
«Quando la temperatura è salita parecchio noi abbiamo abbassato i ritmi, ora faremo lo stesso con i volumi anche perché oggi avevamo fuori sette giocatori. Avere a che fare con il Covid-19 è veramente stressante, vale per tutti gli allenatori».

No Bolzoni, si Lora:
«Filippo avrebbe giocato anche con la Pro Vercelli, abbiamo anche dei diffidati e una rotazione da fare; si sta allenando bene come tutti gli altri, ma il centrocampo è il reparto più a rischio con le diffide. Inoltre, lui fa un lavoro che oggi è tornato utile difatti è stato tra i migliori in campo. Sarà un’arma in più».

Como o Alessandria alla fine?
«Alessandria».

Si giocherà mercoledì?
«Non è mia competenza, non sappiamo assolutamente niente. L’ultima volta l’abbiamo saputo il giorno prima».

Post Lecco-Olbia: le parole di Ivan Merli Sala

Ivan, una buona gara contro una compagine solida:
«Nel complesso la squadra ha risposto bene, tutti si sono fatti trovare pronti facendo una buona partita. Abbiamo preso gol su una palla dietro, in quel momento stava cadendo il castello che ci eravamo costruiti. Per fortuna abbiamo preso almeno un pareggio, sarebbe stato grave».

In questo momento gli attaccanti fanno fatica a concretizzare:
«Stiamo trovando imprevedibilità con gli esterni in questo momento, le altre squadre ci conoscono e chiudono tante linee di passaggio. Abbiamo attaccanti importanti, più la palla si alza da dietro più trovano le occasioni».

Sul rendimento recente:
«Il bottino è scarso, ma la bravura dell’avversario e i nostri errori danno la possibilità agli di trovare la via del gol. Nelle ultime partite la squadra ha dimostrato di essere alla pari delle altre, ma non abbiamo portato a casa quanto meritato. Di sicuro non possiamo andare troppo indietro».

Siete in recessione o ancora sul pezzo?
«Oggi la squadra ha dimostrato di volerla vincere, anche sull’1-1, ma la puoi anche perdere. Abbiamo creato fino all’ultimo, cercando di portare a casa i tre punti. Dobbiamo farci trovare pronti per i play-off».

Stagione personale: parti come rincalzo, diventi titolare. Un voto?
«Personalmente non ne voglio dare, ma sono contento perchè la mia storia calcistica mi sta facendo vivere degli anni belli che porterò sempre con me».

Il Como in “B” diretto?
«Intanto lo gufiamo davanti al televisore… Speriamo di no e che l’Alessandria faccia bene, ci auguriamo di vederli vincere».

Dare di più ai play-off?
«Sicuramente, con le squadre meno blasonate abbiamo lasciato per strada qualcosa di troppo. Abbiamo i mezzi per battere tutti».

Oggi a “3”, a volte a “4”:
«Mi trovo bene a “3” con Marzorati e Malgrati, personalmente parlando, ma la squadra ha fatto quasi sempre la prestazione anche passando da un modulo all’altro».

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