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Post Lucchese-Lecco, D’Agostino: «Per vincere i campionati serve un certo spessore e a noi manca. Oggi un campo vergognoso»

Blucelesti battuti dalla penultima forza del campionato e costretti a incassare la beffa di tre espulsioni: «Borsellini deve stare muto, saremo senza portiere»

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Tempo di lettura 4 minuti

Si chiude con la settima sconfitta in 19 partite il campionato esterno della Calcio Lecco 1912. Un tonfo sul (pessimo) campo del “Porta Elisa” di Lucca, patito a causa di un calcio di rigore discutibile assegnato per un intervento di Borsellini su Marcheggiani e trasformato perfettamente da capitan Cruciani. Ma andiamo oltre la cronaca: detto del campo e facendo cenno alle tante defezioni in casa bluceleste, il solo punto su sei conquistato contro i toscani rappresenta l’ultimo tassello di un campionato tanto esaltante in alcune fasi quanto deprimente in altre.

Non a caso dopo la strepitosa affermazione di Vercelli, casa di una big, è arrivato uno scivolone contro la Lucchese penultima della classe: 180′ che riassumono una stagione intera. E le colpe di quest’ultimo capitombolo sono praticamente tutte dei blucelesti, che contro i rossoneri hanno creato parecchio ma, per problemi di cinismo già noti, non sono riusciti a trasformare. E siamo sempre lì: nel calcio conta soprattutto buttarla dentro, soprattutto quando una vittoria ti garantirebbe l’aggancio a un fondamentale terzo posto.

Nota a margine: contro l’Albinoleffe mancheranno gli espulsi, insieme al diesse Fracchiolla, Celjak, Malgrati e, soprattutto, Borsellini; stante l’assenza di Pissardo, sarà uno tra Bonadeo, Villa e Pulze a scendere in campo con l’Albinoleffe. Fattore che logicamente scatenerà la reprimenda di mister Gaetano D’Agostino, un fiume in piena in conferenza stampa.

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Lucchese-Lecco: la conferenza di mister Gaetano D’Agostino

Nonostante un approccio non ottimale, ci sono state le occasioni per vincere largamente:
«Arriviamo a Roma non vediamo il Papa. Si, l’approccio… ma anche il campo vergognoso. La Lucchese era timorosa, noi siamo partiti con un atteggiamento normale per capire il loro schieramento. Siamo cresciuti piano piano, abbiamo avuto palle gol non sfruttate. Avevo chiesto ai ragazzi di non rimanere in dieci, su questo siamo caduti noi. Sono arrabbiato, a questa squadra manca quel qualcosa in più che arriva dallo spessore e non parlo di tecnica; per giocare certe partite importanti come quelle dei play off servono giocatori con una determinata personalità. Responsabilità mia, anche, però ora dovremo cercare di chiudere il cerchio con l’Albinoleffe. Rimane il rammarico, le altre si sono fermate tutte e avremmo potuto scalare la classifica; mi ripeto, a questa squadra servono 3-4 elementi di spessore per cercare di vincere il campionato, ma ora abbiamo ancora la possibilità di arrivare terzi o quarti e fare un buon play off».

Nervosismo finale verso l’arbitro:
«Non era riferito a niente, possiamo parlare e scrivere ma tanto non cambia niente. Borsellini espulso? Lui deve stare muto, ora siamo senza portiere».

Bisogna ricostruirsi mentalmente in vista dell’Albinoleffe:
«No, altrimenti si ragiona partita per partita. Oggi mancavano otto elementi, ho massima fiducia in chi gioca ma le assenze erano pesanti e ho dovuto adattarne tanti».

A questa squadra non manca personalità, ma oggi non c’erano elementi pesanti:
«Per vincere il campionato servono elementi di grande caratura dal punto di vista caratteriale. È bello giocare con la Pro Vercelli, certo, ma i punti pesanti si fanno con la Lucchese e le altre squadre di bassa classifica».

Sull’espulsione di Celjak:
«Ha peccato di lucidità sulla copertura, anche se il rimbalzo della palla era vergognoso e si era sempre a rischio rottura del legamento crociato. Il nostro presidente ha messo centinaia di migliaia di euro per fare un campo bello, per noi e gli avversari, qui non pareva di essere tra i professionisti; in Italia siamo vent’anni indietro».

Non c’è stata la scossa dopo lo svantaggio:
«Non avevamo neanche cambi, solo Mangni si è allenato un po’ di più, Raggio ha fatto il suo esordio e Capoferri è entrato per fare il terzino. Non avevamo cartucce a disposizione, mi sono inventato di tutto spostando le varie pedine già in campo».

Rimpianti già con questa rosa?
«Si può fare sempre meglio, poi nel girone d’andata non abbiamo avuto Iocolano per nove partite di fila; parliamo di un giocatore da 9 gol e 8 assist in 27 partite».

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