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Tsitsipas, Shapovalov, Sonego: i ragazzi che passarono da Lecco sono diventati “grandi”

Le gesta del greco, capace di spaventare Djokovic nella finale del Roland Garros, riportano alla mente i fasti del “Trofeo Città di Lecco”, Futures Itf che fra 2015 e ’16 portò in città alcuni fra i più fulgidi giovani talenti mondiali

Stefanos Tsitsipas nel 2016 a Lecco e nella finale del Roland Garros 2021 (LCN Sport/Facebook)
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Tempo di lettura 4 minuti

Il fisico vigoroso degli eroi omerici, i lunghi capelli al vento, la sicurezza di chi possiede enorme fiducia nei propri mezzi. Il ragazzino filiforme, un po’ bizzoso – ma già concentrato quasi esclusivamente sul tennis – che incantò la platea di Lecco cinque anni fa, è diventato grande. Ha spaventato sua maestà Djokovic a Parigi, è salito al numero 4 delle classifiche mondiali nel ranking Atp aggiornato a lunedì 14 giugno.

Il talento di Stefanos Tsitsipas da Atene, 23 anni il prossimo mese di agosto, non è mai stato in discussione. Quando, durante la seconda edizione del torneo Futeres Itf “Città di Lecco” nel 2016, quel ragazzino alto come un palo giunse in finale, avendo la meglio dell’esperto Marco Bortolotti, solo un complottista (e ahinoi esistono) avrebbe potuto negarne le doti e non prevedere per lui un futuro luminoso. Già allora il rovescio a una mano incantava, il servizio costituiva un’arma micidiale, le continue variazioni e la propensione al gioco di volo portavano alla mente campioni del passato (o del presente, vedi Federer).

Il mondo è cambiato, il tennis no

Da quella primavera 2016 (in cui incontrammo Tsitsipas mentre faceva il bagno nel lago ad Abbadia Lariana, dove alloggiava), il mondo è cambiato, passando in mezzo a una pandemia. Il mondo del tennis, invece, ancora no. Comandano ancora loro, i “Big Three”, e soprattutto l’assatanato Novak Djokovic, che a Parigi ha centrato il 19° Slam (a una sola tacca da Federer e Nadal) e il “double career Grand Slam”, unico a vincere due volte tutti e quattro i major. I giocatori più giovani, però, cominciano a erodere il regno dei grandi “vecchi” e fra loro Tsitsipas sembra il più attrezzato, avendo messo nel proprio bagaglio anche un dritto di straordinario valore, l’esperienza ad alto livello (ha messo in carniere 7 tornei fra cui le Atp Finals) e la forza mentale che da giovanissimo non di rado lo tradiva.

Domenica, sul campo, Stefanos ha perso contro il più forte nonostante un vantaggio di due set. Avrebbe potuto vincere? Forse sì, difficile pronunciarsi quando dall’altra parte del campo c’è un “mostro” di tennis, agonismo e fame di vittorie.

Organizzazione impeccabile

Vedere Tsitsipas combattere per i traguardi più ambiti dello sport della racchetta, però, ci ha riportato alla mente quello straordinario biennio, 2015-16, in cui Lecco ospitò il torneo Itf. Furono due edizioni spettacolari e – anche col senno di poi – di altissimo valore tecnico, grazie alla sapiente organizzazione del Tennis Club Lecco e dell’ex pro Marco Crugnola. Per una settimana gran parte del tennis che conta in Italia si trasferì a Lecco, dove tutti quanto avemmo l’opportunità di ammirare vecchie volpi del circuito e soprattutto ragazzi di grande avvenire.

I ragazzi sono “cresciuti”

Tsitsipas (che ci disse «l’obiettivo è vincere uno Slam entro tre anni», a conferma della sana ambizione), certo, ma non solo: c’era anche uno sbarbato Denis Shapovalov, adesso tra i primi 20 del mondo e sempre in procinto di esplodere definitivamente (a Roma è andato vicino a battere Nadal) sulla scia di un magico braccio sinistro. La finale del 2015 se la contesero Tommy Paul e Lorenzo Sonego: il primo sta salendo di livello proprio in queste settimane (è entrato nella top 50), il secondo ha impressionato tutti nell’ultimo anno, arrivando a giocare da top 20 (traguardo non lontano) ed entusiasmando il pubblico del Foro Italico grazie alle sue doti tennistiche e gladiatorie. Quel ragazzino che, proprio come Tsitsipas, passò a Lecco come un fuscello di vent’anni, si è fatto a sua volta grande e ha messo tanto tennis tra le frecce a disposizione.

Il “Trofeo Città di Lecco” fu una straordinaria esperienza, per gli spettatori e per gli addetti ai lavori. E lanciò giocatori oggi diventati campioni di livello mondiale. Giusto qualche tempo fa, chiacchierando con i vertici del Tc Lecco, abbiamo ricordato quel periodo e sognato di poterlo riviverlo in un futuro non lontano. La pandemia ha sconvolto il mondo e reperire le risorse economiche non è semplice. Ma quanto sarebbe bello credere ancora in una competizione come quella, in cui poter ammirare da vicino le gesta di un giovane eroe e prevedere che un giorno sfiderà i mostri sacri nelle arene più importanti? Del resto, senza sogni, i soli soldi non riuscirebbero a muovere l’umanità.

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