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Il maestro Buenza lascia Lecco: con lui la scherma lecchese è tornata grande

L’arrivo sette anni fa con una mission: aumentare la base di praticanti. Da allora vittorie con gli Under 14, promozioni nei campionati a squadre, successi mondiali Master e atlete paralimpiche che puntano alle Olimpiadi. «Mi mancheranno»

Il maestro Mirko Buenza con Matilde Spreafico e Sofia Brunati
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Tempo di lettura 4 minuti

Si chiude una pagina importante della scherma lecchese: il maestro Mirko Buenza lascia Lecco e torna nella sua Foggia dopo sette anni, un’esperienza straordinariamente positiva per il Circolo di Via Cantarelli e per lo stesso istruttore, che in riva al Lario ha avuto modo di accrescere il proprio bagaglio umano e professionale.

«Ho ricevuto l’offerta dal Cs Dauno Foggia, c’è un progetto molto importante di crescita che mi è subito piaciuto – racconta a LCN Sport – Avrò modo di lavorare con Nicola Battiston e Martina Criscio, appena tornati dalle Olimpiadi, oltre a seguire lo sviluppo dei giovani. Potrò inoltre continuare a lavorare sulla promozione, che è ciò che ho fatto anche a Lecco».

Bilancio più che positivo

Buenza arrivò a Lecco nel 2014, trovando una situazione particolare, con un circolo da rilanciare e uno sport da proporre ai più giovani per accrescere la base di praticanti. «Andare via non è facile, considero Lecco una mia piccola costola, dopo il lavoro che ho fatto – riannoda il filo dei ricordi – A Foggia la scherma è una religione, invece mi sono accorto che qui nessuno sapeva cosa fosse, quindi la prima cosa da fare era lavorare sulla promozione, farla conoscere, ottenere risultati così che se ne parlasse. Ho cercato di avvicinare le persone e rendere la scherma più accessibile, un risultato che sicuramente abbiamo raggiunto. Siamo passati da zero Under 14 a una netta maggioranza di ragazzi rispetto agli adulti. Devo dire grazie a Federico Bonomelli prima e Marco Rossi poi, perché mi hanno sempre dato carta bianca e fiducia».

Risultati eccellenti

I risultati raggiunti, come spesso capita, parlano da soli. «Tanti Under 14 hanno ottenuto successi a livello regionale e interregionale. Cito Arianna Cantatore e Marina Maugeri che hanno centrato risultati importanti a livello nazionale. Ma anche nei Cadetti abbiamo avuto molte soddisfazioni con Francesca Mapelli, vincitrice del Campionato assoluto. E poi Marco La Barbera e Fabio Scaccabarozzi, con i quali siamo stati anche all’estero. Voglio ricordare la scalata della sciabola maschile con la quale siamo partiti dalla C1, io, Scaccabarozzi, Fabio Burini e Ugo Battaglia, sino ad arrivare alla A1 vincendo il campionato italiano di B1 con Pietro Irmici. Lo stesso posso dire della squadra femminile che ora milita in B1. Per tre anni consecutivi sono andato vicino a fare salire la spada maschile che purtroppo è rimasta in Serie C zonale. E poi la squadra paralimpica, che io chiamo “la quarta arma”; è stato il fiore all’occhiello, il motore trainante di tutti gli altri settori. Con loro ho fatto un lavoro molto profondo, fino ad arrivare a vincere campionati italiani a squadre, avere tre atlete in Nazionale assoluta e conquistare medaglie internazionali. E poi Sofia Brunati che adesso è a Tokyo come sparring partner, la prima paralimpica italiana della storia. Senza dimenticare le vittorie mondiali a livello Master di Riccardo Carmina».

Futuro ambizioso

Cosa succederà ora? «Con Lecco rimaniamo in ottimi rapporti – prosegue Buenza – Ci saranno allenamenti congiunti durante l’anno per mantenere i contatti, con Sofia Brunati proseguiremo il lavoro per cercare la qualificazione a Parigi 2024. L’obiettivo del circolo di Via Cantarelli sarà mantenere il percorso avviato e aumentare il numero di iscritti fra gli adulti».

Cosa mancherà di più di questi sette anni? «Ciò che lascio con maggiore difficoltà sono i ragazzi e le ragazze che ho contribuito a forgiare in questi anni; oltre al rapporto fra maestro e atleta, sono diventato fratello, amico, genitore, una spalla sulla quale confidarsi. Spero che questo feeling non si spezzi mai perché credo di avere dato molto».

Il maestro Mirko tornerà a Foggia dal prossimo 30 agosto. «È casa a mia, il Dauno è stata la mia società da ragazzo e adesso è tornata ai fasti di un tempo grazie al grande lavoro svolto da mio fratello Benedetto. Lavorerò da suo prezioso assistente. Il progetto è diventare la società più forte d’Italia, io voglio continuare a crescere: su queste ambizioni ci siamo venuti incontro».

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