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Calcio Lecco, (ri)esplode la grana “Bione”: le giovanili lasciate fuori dal centro sportivo

Under 15, Under 16 e Under 17 hanno trovato i cancelli chiusi e si sono dovute spostare all’ultimo momento allo stadio “Rigamonti-Ceppi”. Impianto chiuso fino al 23 agosto, ma la situazione è insostenibile

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Non solo la Primavera. Lunedì 16 agosto anche Under 15, Under 16 e Under 17 della Calcio Lecco 1912 avrebbero dovuto muovere i primi passi all’interno della stagione sportiva 2021/2022. L’appuntamento era fissato al centro sportivo “Al Bione” di via Buozzi, ma le squadre hanno avuto una pessima sorpresa non appena arrivate: cancelli chiusi e obbligo di spostarsi al “Rigamonti-Ceppi” all’ultimo momento, con relativo scoramento (leggasi incazzatura) per una situazione che continua a essere quantomeno farraginosa. Ok, fino a lunedì 23 agosto l’impianto sarà chiuso per ferie, ma la data d’inizio dell’attività delle squadre giovanili blucelesti è nota, anche a noi, da almeno un mese: una soluzione la si poteva e doveva trovare, nonostante i rapporti difficili tra le parti. Un problema che va ad aggiungersi alla discussione, già dai toni tesi, sulle tariffe (50mila euro all’anno) annuali; e il rischio di un’esodo verso altre zone della Lombardia si fa concreto.

«Lecco cacciato dal “Bione”»

«Nessun passo avanti anzi si torna sempre indietro. Ieri, come a marzo, le giovanili Blucelesti (Under 15/16/17) sono state messe alla porta del Centro Sportivo comunale – denuncia Filippo Boscagli, consigliere comunale -. L’ennesima puntata della Soap Opera del Bione. Tra tariffe aumentate per un un servizio spesso indecoroso, manutenzione discutibile (le docce direttamente dal soffitto quando piove…), lavori che non decollano e anni ed anni di mancati investimenti. Le tre parti in causa (Comune, Gestore, Calcio Lecco) che sembravano aver trovato una quadra, tra comunicati stampa e foto di rito ora si mettono alla porta. Come già detto dopo le Olimpiadi, questa deve essere l’ora della responsabilità, il momento di investire sull’educazione dei ragazzi attraverso lo Sport. Che ragazzi, e famiglie, da Lecco e Sondrio si allenino a Milano o chissà dove è l’esatto opposto di un impegno per loro. Non possiamo che rinnovare l’appello a tutti di sedersi di nuovo intorno a un tavolo e risolvere definitivamente la situazione facendo ognuno un passo avanti per i nostri ragazzi prima di ogni cosa».

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