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Calcio Lecco, Maiolo e Fracchiolla raccontano un mercato da 30 movimenti: «Il rinnovo di Iocolano la parte più difficile. Ganz arriva con entusiasmo. Il patron? Ha spremuto il limone»

I due dirigenti hanno spiegato com’è stata condotta la campagna trasferimenti estiva 2021: 17 le operazioni in entrata, 9 quelle in uscita, 2 i rinnovi

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Tempo di lettura 5 minuti

Canonico appuntamento di fine calciomercato nelle sale dello stadio “Rigamonti-Ceppi” di Lecco. Qui è stata condotta parte delle trattative che hanno caratterizzato la lunga e calda estate bluceleste, passata da una sola cessione diretta, quella di Cauz alla Reggiana, e da tante operazioni complessivamente condotte: 17 acquisti, 9 cessioni/svincoli, i ritiri di Malgrati e Moleri, e i 2 rinnovi di Iocolano e Celjak arrivati a inizio agosto; 30 movimenti in totale, che lasciano ancora libero un posto in lista. Tanti under per fare valorizzazione e cinque over di peso, oltre alla nomina di mister Mauro Zironelli nel ruolo di capo allenatore della Prima Squadra. Con Simone Andrea Ganz a fare da ciliegina sulla corposa torta composta durante questi due mesi. I vari argomenti sono stati affrontati con i dirigenti Angelo Maiolo e Domenico Fracchiolla, che hanno snocciolato anche qualche aneddoto.

Maiolo: «Di Nunno ha spremuto il limone»

«Il diesse è riuscito a portare Ganz e non era facile; ha fatto tre giorni di calciomercato in cui ha faticato molto. Voglio ringraziare ancora una volta il patron Di Nunno, che ha dimostrato ancora una volta con i fatti di voler bene al Lecco. Mi auguro che i lecchesi vogliano bene a lui, so che in parte è così anche se qualcuno lo contesta. Voglio ringraziare anche Domenico Fracchiolla, che ha svolto un lavoro eccellente sotto tutti i punti di vista; ha avuto calma serafica, aspettando il calo di prezzi che si è verificato alla fine della sessione, poi ha piazzato la zampata finale».

Quali sono le ambizioni del Lecco?
«I sacrifici della famiglia Di Nunno sono stati messi sul piatto, ma non è mancato nulla e siamo ancora in quella situazione. Il patron ha spremuto il limone per arrivare a Ganz, nel corso del tempo è cresciuta la voglia di fare una squadra di non soli giovani. Martellarlo e stargli addosso ha premiato. So che si spera nella Serie B, ma sarà il campo a dire la verità; la squadra è forte e deve dare fastidio a tutti, ripetere il risultato dell’anno scorso sarebbe buono e l’anno scorso non ci siamo sicuramente vergognati; vi ricordo da dov’eravamo partiti».

Fracchiolla: «Iocolano l’operazione più difficile»

«Voglio ringraziare il patron per la fiducia, è stato bello vede la famiglia riunita per l’ufficializzazione. Quest’anno abbiamo visto i frutti del lavoro impostato durante quello scorso».

Ganz è un colpaccio:
«L’anno scorso ha fatto bene a Mantova, è andato in doppia cifra. Ma tutte le operazioni hanno avuto un perchè: il rapporto con il Monza è migliorato, quello con l’Atalanta ci ha quasi permesso di portare qui un altro giocatore, dal Genoa è arrivato ancora Masini, inoltre abbiamo preso altri giovani per programmare e patrimonializzare. Ieri sera sono arrivate tante telefonate e la cosa mi ha fatto piacere, abbiamo un’immagine che ci permette di ambire a determinati elementi anche senza grandi esborsi economici. Ganz arriva con motivazioni altissime, le ho capito subito; la sua umiltà mi ha fatto piacere, dieci giorni fa non pensavo di poter concretizzare questa trattativa. Tempo e dinamiche del mercato, che è stato assurdo, ci hanno favorito: lui ha rinunciato a tanti soldi per venire qua».

Com’è stata presa dal mister la notizia?
«È contentissimo, aveva chiesto un uomo d’area e gliel’abbiamo preso. Ganz e Morosini li abbiamo fatti sentire importanti con affetto e motivazioni, contribuendo economicamente in parte».

Perchè lui e non Finotto o Rossi?
«Rossi e Finotto erano altri nomi possibili, ma Ganz mi ha convinto in maniera maggiore. Sapevo che si sarebbe potuto muovere da Ascoli e questa è una grande sfida, dimostra tanto; si è voluto subito mettere la maglietta e questo ci ha colpito. Prenderà subito il ritmo gara. Ha inciso l’amicizia con Lora? Finché non ha firmato non ha chiamato nessuno, Pippo gli ha scritto quando stavamo venendo allo stadio a fare le visite mediche perchè non ne sapeva nulla; è stata una cosa scaramantica».

Sulla permanenza di Mastroianni:
«Ci siamo mossi molto sottotraccia, diversamente dall’anno scorso quando avevamo bisogno di pubblicizzare le nostre mosse. Lui è un attaccante di struttura difficile da trovare, è sempre dipesa da lui la scelta finale; giusto oggi abbiamo sistemato delle cose contrattuali. Gli attaccanti, comunque, hanno caratteristiche diverse».

Sui rinnovi di contratto:
«In lista abbiamo ancora un posto, vedremo più in là. Il rinnovo di Iocolano è stato un colpo, ma era importante mettergli attorno dei giocatori di qualità»

Sul centrocampista Firenze, ora svincolato:
«A me piace tanto, quando l’abbiamo trattato era fuori portata per noi e poi abbiamo rinnovato su Morosini e Zambataro, vecchi pallini che avevamo. Non credo sia ora il momento di fare un nuovo giocatore, inoltre non sento da una settimana il suo entourage».

Sull’obiettivo finale:
«Rimane quello di valorizzare i giovani, abbiamo abbassato molto l’età media della squadra e abbiamo acquisito appeal nei confronti dei procuratori. Quest’anno abbiamo dei ragazzi di proprietà, ma era fondamentale mettere degli over forti».

Un’operazione rimasta in mente è…
«Il rinnovo di Iocolano, l’operazione più complicata e difficile che ha gestito direttamente il patron in un determinato momento della trattativa. La città, calcisticamente parlando, ha Simone come proprio simbolo. È stata una love story».

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