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Sarebbe la prima volta

Il Lecco si può regalare la prima, storica vittoria esterna: nel 2002 sfuggì per un rigore fantasma assegnato alla Triestina. Ma occhio ai calci piazzati

Il Lecco vuole fare festa anche a Trieste BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 3 minuti

Attesa, storica, piena di fascino. Alle porte della Calcio Lecco 1912 c’è una trasferta tanto lunga bella, tra quelle segnate sul calendario non appena la composizione dei nuovi calendari è diventata realtà. I blucelesti, quinti con nove punti conquistati in quattro giornate, stanno definendo gli ultimi dettagli prima dell’uscita di Trieste: gli alabardati sono partiti malissimo nonostante una campagna acquisti faraonica, conquistando solo due punti nel medesimo periodo e cedendo il passo anche al neopromosso Trento in Coppa Italia. Da settimane piovono critiche diffuse su mister Cristian Bucchi, sulla dirigenza, Mauro Milanese in testa, e sulla squadra: bora che tira fortissimo dalle parti del “Nereo Rocco”, in particolar modo dopo la sconfitta accusata a metà settimana ad Alessandria contro la Juventus U23 nonostante una partita largamente dominata.

La prima volta

E quando si perdono le partite che si meriterebbero di vincere, vuol dire che un po’ butta proprio male e un po’ la confusione fa la propria parte. Con la maglia biancorossa sono già scesi in campo 25 giocatori diversi sui 30 che compongono la rosa, alcuni dei quali sono lungodegenti. Ma dagli squadroni feriti te ne devi sempre guardare più che bene, perchè non sai mai quando potrebbero scaricare a terra tutto il potenziale (enorme) del quale dispongono.

Il Lecco si affaccia a questa gara con un ottimo stato di forma psicofisica e la possibilità di cogliere la prima, storica vittoria in terra friulana: al massimo sono usciti cinque pareggi, l’ultimo dei quali, datato 3 febbraio 2002, fu bagnato dal controverso rigore assegnato ai locali e trasformato al 56′ da Masolini; veementi furono le proteste dei blucelesti, in vantaggi grazie alla rete di Giuliano Melosi, che cercarono di spiegare senza fortuna al sig. Ioseffi della Sezione di Siena come il fallo fosse avvenuto fuori dalla linea dell’area di rigore. Era il Lecco di Roberto Donadoni, tanto bello quanto dal destino crudele: a fine anno arrivarono radiazione e ripartenza in extremis dall’Eccellenza.

I calci piazzati

Torniamo ai giorni nostri: la Triestina ha subìto sei gol e ne ha realizzati tre, tutti arrivati dai difensori. Il top scorer, per capirci, è il terzino Francesco Rapisarda, a segno due volte contro il Piacenza (2-2), mentre giusto mercoledì il centrale Stefano Negro ha dato l’illusorio vantaggio sul campo della seconda squadra bianconera. Due marcature su tre sono arrivate dai calci piazzati, fondamentale che fin qui ha fatto soffrire proprio il Lecco: i blucelesti sono usciti senza macchia dalla gara con la FeralpiSalò, ma Herheligiu e Suagher poi hanno fatto tremare i legni durante la prima frazione, mentre nella ripresa è servito un super intervento di Pissardo sulla stoccata ravvicinata di Miracoli. La partita potrebbe decidersi proprio qui: le Aquile hanno gambe velocissime e mente libera da particolari pressioni, ma serviranno concentrazione, malizie varie e magari qualche centimetro in più per limitare la fonte di gol primaria della Triestina. In palio c’è anche un pezzetto di storia.

Suagher centra la traversa BONACINA/LCN SPORT

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