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Post partita | Di Nunno: «Tordini può salvare il Lecco». Maiolo: «Critiche dall’interno fanno male». Zironelli: «La sentivo». Tordini: «Dedicato ai tifosi». Pavanel: «Difficile adattarsi qui»

Il patron è il solito fiume in piena e non risparmia attacchi: «Il Padova gioca con i delinquenti, per fortuna c’era il quarto uomo. I tifosi vorrebbero già essere in Serie B»

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Tempo di lettura 8 minuti

Sala stampa infinita al “Rigamonti-Ceppi” dopo il Lecco-Padova che probabilmente rappresenta l’apice della gestione Di Nunno all’ombra del Resegone. Si, perchè i derby del 2020/2021 hanno scritto la storia del Lario, ma un successo davanti a 1500 tifosi, di cui 200-250 ospiti, vale sicuramente una botta di adrenalina impagabile. E c’è tanto da dire dopo il match, tanto che il primo a presentarsi di fronte alle telecamere è il patron Paolo Leonardo Di Nunno, che, come di consueto, è un vero e proprio un fiume in piena. Lo seguono il diggì Angelo Maiolo, che si toglie dei sassolini dalle scarpe, gli allenatori Mauro Zironelli e Massimo Pavanel, ma pure il giovane volto di Mattia Tordini, ancora una volta match winner nella serata più importante della sua carriera.


Lecco-Padova: le parole del patron Di Nunno

Paolo Di Nunno BONACINA/LCN SPORT

«Durante il primo tempo abbiamo visto un calcio d’altra categoria. Abbiamo un 2002, Tordini, molto bravo che ha segnato un gran gol e fatto una grande partita: lui è l’unica salvezza del Lecco. Sono molto, molto contento di questa partita: c’è stato uno scontro con Ghirelli per questa partita, abbiamo preso 37mila euro dal minutaggio dopo le prime sette partite. Questo anche perché il Padova non gioca con i giovani, ma con i delinquenti; oggi abbiamo avuto almeno l’aiuto del quarto uomo, che ha chiamato qualche fallo all’arbitro. Qua non ci dà una mano nessuno, abbiamo visto solo Prefetto e Questore qua allo stadio, il sindaco ci ha risposto che non sa leggere… Quella dei tifosi è una felicità immensa, vorrebbero essere già in Serie B».

Lecco-Padova: le parole del diggì Maiolo

Paolo Di Nunno e Angelo Maiolo BONACINA/LCN SPORT

«Vorrei fare i complimenti al nostro allenatore, una persona umile e preparata. E poi diamo i meriti al direttore Fracchiolla: Tordini è tutta roba sua; io e lui dopo Fiorenzuola abbiamo preso una vagonata di critiche; fa parte del nostro lavoro, ma è stato ingiusto perché è stata fatta una buona partita; ringrazio anche Malgrati, che si è calato nella parte di vice allenatore».

Sulla partita: 
«Non sono molto d’accordo con loro, oggi abbiamo fatto una grandissima partita, preparata bene grazie a Zironelli e Malgrati; noi faremo da parafulmine finché ce la saremo. Un’ultima cosa: Ronaldo è un grandissimo giocatore, ma ha continuato a prendere in giro Iocolano per tutta la partita; lui deve giocare e basta, non chiedere l’ambulanza per Iocolano».

Su Mantova:
«Possiamo vincere e perdere, nel caso io e Fracchiolla ci prenderemo le nostre critiche. Questa è una squadra che fa divertire e che ogni tanto si sente superiore; oggi abbiamo giocato a calcio, oggi avremmo 

Sulle critiche:
«Arrivano dall’interno e ci fanno male, finché arrivano dall’esterno ci sta. Noi non possiamo pensare di andare a prendere il Padova: loro, in proporzione, hanno speso dieci, noi due. Se dessero dieci milioni a Fracchiolla penso che vinceremo il campionato; noi abbiamo preso determinati giocatori grazie al contributo degli altri, Iocolano arriva a 50mila euro ed è il più pagato. Io ho voluto qui Fracchiolla, mi prendo questo merito, lottando contro altre persone: in estate aveva offerte anche dalla Serie B e la scorsa settimana già qualcuno l’ha chiamato».

Lecco-Padova: le parole di mister Zironelli

Mauro Zironelli BONACINA/LCN SPORT

Mister, per te era un derby?
«La sentivo: ci tengo da sempre, avevo sempre perso di un gol tra i professionisti. Abbiamo fatto un grandissimo primo tempo, mentre a inizio ripresa ci abbiamo capito poco, ma con una mediana così giovane non è facile capire i tempi giusti per fare le uscite. Ci siamo ricompattai e siamo stati bravi a sfruttare l’inferiorità: mica si vince sempre in 10 contro 11, soprattutto quando di fronte hai una grossa squadra. La squadra nel primo tempo era in fiducia, poi loro ci hanno messo in difficoltà rimettendo in piedi una partita non facile. Siamo contenti, prendiamo fiducia e autostima: ci permette di festeggiare, ma l’importante è pensare a vincere fuori casa, dobbiamo migliorare sotto tanti aspetti. Rimangono le grandi giocate da parte di tutti, i miei complimenti vanno ai ragazzi che tecnicamente hanno sbagliato pochissimo. Ci sono alti e bassi, bisogna cercare di essere più equilibrati quando si ottengono vittorie e sconfitte».

Il pelo nell’uovo: le due occasioni concesse al Padova.
«Quando hanno cambiato loro hanno fatto la differenza, meritando il pareggio perché lì ci abbiamo capito veramente. Non abbiamo fatto niente, dobbiamo mantenere la lucidità senza caricare di ulteriore pressione una squadra giovane». 

Il rendimento dentro e fuori casa:
«Sul nostro campo abbiamo un certo adattamento, mentre fuori ci manca la velocità di giocate e questa cosa non me la spiego tanto».

Quattro under dal primo minuto:
«Sono sempre stato sincero con i giocatori, va in campo chi sta meglio. Chi è subentrato ha dato la propria mano, finalmente abbiamo ritrovato anche Galli e il suo inserimento è stato importante: sono contento per lui, ne ha passate di tutti i colori e non era facile subentrare per mettere un po’ di ordine».

Due parole per Masini e Tordini:
«Abbiamo anche altri ragazzi che stanno progedendo, sono sicuramente bravi. Viviamo sull’entusiasmo, è bello quando si hanno delle soddisfazioni con giovani che fanno bene: questo progetto mi piace, penso siano soddisfatti tutti quanti e ribadisco che i vecchi sono bravi e sei perché mi supportano. Sono tutte situazioni positive, tante volte i giovani non si vedono neanche in campo».

Come farai a tenere alta l’attenzione?
«Con le squadre così giovani il problema è questo. Sappiamo che non sarà un percorso facile, non dovremo specchiarci come fatto a Fiorenzuola».

Lecco-Padova: le parole di Tordini

Mattia Tordini BONACINA/LCN SPORT

Mattia, sembra il tuo giardino di casa:
«Mi trovo molto bene, devo ringraziare tutti perché non mi mettono pressione. I tifosi sono calorosi, lo dedico soprattutto a loro questo gol».

Sulla giocata:
«Non ho pensato niente, ho visto lo spazio e ho calciato al posto di darla a Iocolano. È andata bene».

T’immaginavi un inizio così:
«No, mai. I compagni mi hanno fatto stare tranquillo sin dalla prima partita in casa, è soprattutto grazie a loro se riuscite ad andare così».

La tranquillità con la quale avete giocato è stata decisiva:
«Anche in settimana abbiamo lavorato così, pur consci di giocare contro la prima in classifica».

Un obiettivo personale:
«Si, ma preferisco tenerlo per me».

Sul rinnovo:

«L’obiettivo era di farlo attraverso le presenze, ma il direttore ha voluto anticipare: abbiamo trovato il giorno, ci siamo incontrati e abbiamo firmato».

Lecco-Padova: le parole di mister Pavanel

Massimo Pavanel BONACINA/LCN SPORT

Mister, credi in un primo tempo sbagliato per colpe vostre o merito del Lecco?
«Abbiamo sbagliato qualche passaggio di troppo in orizzontale. Questo ha determinato il primo gol e parte del secondo, sapevo di aver a che fare con un campo per noi difficile. Eravamo pronti ad affrontare la difficoltà, ma non siamo stati pronti ad affrontarla perché forse è impossibile prepararsi adeguatamente».

Gol frutto di errori:
«Quello è un problema di approccio, se ti sorprendono con un tiro da fuori non sei reattivo, soprattutto contro squadre così. Poi l’abbiamo rimessa in piedi molto bene, perché sul 2-2 avevamo l’inerzia per fare anche il terzo perché avevamo giocate di qualità e l’espulsione ha risposato l’equilibrio».

L’espulsione è stata la discriminante?
«C’era? La devo rivedere, c’è una differenza di altezza tra i due e non ho visto una sbracciata. Mi sembra normale che sia stata la discriminante, in quel momento avevamo la partita in mano ed eravamo schierati con tre giocatori offensivi».

C’è stata un po’ di pressione di troppo?
«Nono, l’abbiamo sbagliato e io l’ho sbagliato per primo perchè non ho trasmesso alla squadra quanto era necessario. La presenza del presidente ha dato una motivazione in più alla squadra».

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