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L’intervista | Lamazza: «Nel 2012 un play out surreale, il Mantova fu scorretto. Oggi vedo un Lecco da piani alti della classifica»

L’esperto dirigente rievoca la doppia sfida del maggio 2012 («Eravamo superiori, c’è rammarico per come finì») ed analizza le due squadre che si affronteranno domenica sera

Francesco Lamazza LECCO CHANNEL
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Tempo di lettura 3 minuti

Dici Mantova e pensi subito alla retrocessione del 2012 in Serie D. Fu il prologo di sette, infiniti anni passati a girovagare sui campi di Lombardia, Piemonte, Liguria, Trentino e Liguria, fino allo straordinario campionato 2018/2019 e al ritorno in Serie C. Della terza serie in corso abbiamo parlato in tempi non sospetti con Francesco Lamazza, ospitato durante l’estate nei nostri studi per una lunga analisi sui tre giorni. E quando dici Mantova ripensi anche alle sue lacrime, oltre a quelle di tutto il resto del gruppo squadra bluceleste, sul campo del “Danilo Martelli”: il filo con quel 27 maggio si riallaccerà domenica sera alle 17.30, quando arriverà il fischio d’inizio della nona gara di questo campionato. Di questo (e altro) abbiamo parlato proprio con l’esperto diesse, ancora in attesa di capire quale sarà la prossima avventura ma, nel frattempo, passato dal “Rigamonti-Ceppi” per assistere all’ultimo Lecco-Pro Patria.

Francesco Lamazza BONACINA/LCN SPORT

Lamazza a LCN Sport: «Lecco, sei da alta classifica»

Direttore Lamazza, torniamo a quel fine maggio 2021, al Mantova e a una ferita ancora aperta:
«È stata un partita surreale, arrivavamo dalla gara in casa durante il quale il Mantova era stato annientato in tutto per tutto fino al fattaccio del petardo che li aiutò, fino al pareggio. Chi c’era si ricorda un Lecco nettamente superiore, in trasferta i giocatori furono intontiti da non so cosa, ci fu un parapiglia prima della partita e il resto è storia: purtroppo è andata così».

Allora si parlò di varechina sparsa per gli spogliatoi:
«Si, quella dirigenza (del Mantova, ndr) fece del gioco sporco. Ma va bene, purtroppo è andata così e rimane solo il rammarico. Ne parlo con qualche giocatore di allora? Si, con Merli Sala che oggi è ancora a Lecco e può vendicarci tutti, speriamo… Un altro è Sciannamè, li sento ancora».

Parlaci di questo Mantova e di questo Lecco:
«Ho visto un grande Lecco, una squadra messa bene in campo che ha molta qualità e quantità, costruita veramente bene, che mi ha impressionato durante la partita con la Pro Patria; inoltre l’ho vista in televisione: può stare nelle zone alte della classifica. Il Mantova sta cercando ancora un’identità e con il passare delle giornate si fa fatica a decifrare; a metà classifica il campionato è molto livellato, ma può dire la sua perchè la piazza è importante e la squadra è stata costruita già l’anno scorso e si va sulla continuità. Può essere un’outsider, soprattutto in casa».

Il Lecco deve cambiare passo in trasferta:
«Diciamo che il Lecco crea tantissimo, deve trovare continuità sottoporta per chiudere prima le partite, ma ha tutte le carte in regola per poter fare questo. Ricordiamoci che la squadra mette dentro i giovani per il minutaggio, ma sono di qualità; se riesce a essere più cinica, è una squadra che può fare veramente bene».

Direttore, ultima battuta sul tuo futuro:
«Sono in contatto con delle società, ma questa volta voglio trovarne una che punti a fare bene, quindi preferisco aspettare piuttosto che fare subito, sull’onda della voglia di rimettersi in gioco, delle scelte non giuste. Spero di trovare quel posto che mi faccia fare il salto di qualità, conto che arrivi a breve».

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