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CromaCaos: a Busto il coronamento di un fine settimana nel segno delle brutte figure

La maglia di Ameth Fall, realizzata travisando quella di Jacopo Scaccabarozzi, rappresenta la punta di un iceberg fatto di tante brutte figure realizzate in soli sette giorni

A sinistra Ameth Fall, centravanti della Calcio Lecco 1912 sceso in campo con una maglia travisata
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Tempo di lettura 5 minuti

Alla fine, la prestazione della Calcio Lecco sul campo dello “Speroni” di Busto Arsizio è stata la cosa migliore tra quelle vissute nel corso di una settimana terribile per tutti coloro che amano i colori blucelesti. Giorni in cui è stata inanellata una brutta figura dietro l’altra, anche se non tutte, chiaramente, sono imputabili direttamente alla società bluceleste.

Caos biglietti per Pro Patria-Lecco

L'”esordio” affonda le sue radici a sette giorni fa, quando viene comunicata la necessità di acquistare la fidelity card per prender parte alla trasferta di Busto. Si apre la corsa alla sottoscrizione per i tifosi blucelesti per porre medio a un potenziale problema che, per rimanere in tema, altrove era già stato calcolato: l’abbiamo appreso proprio grazie agli addetti ai lavori della Pro Patria, dove l’abbonamento, già dal 2018, viene caricato direttamente sulla “tessera fedeltà”. Viene a cadere, in tal senso, il supercitato scotto del noviziato, dato che i biancoblù, al pari del Lecco, nel 2018 erano neopromossi in terza serie. Tra una corsa in segreteria e un’altra da “Ci Pensiamo Noi”, spunta la fregatura: le Questure non autorizzano la fidelity card di Etes, servizio che già in precedenza aveva dato problemi, lasciando i tifosi blucelesti a bocca asciutta. Non tutti, in realtà, perché qualche residente in provincia di Lecco il biglietto lo riesce ad acquistare comunque e, alle 15.00 di domenica, è al suo posto sugli spalti. Sarà la stessa società bluceleste a cercare le responsabilità e a dover prendersi anche le proprie per una gestione della biglietteria sin qui lacunosa.

L’esonero di Gaburro: emergono altri dettagli

In mezzo arriva un esonero inconcepibile, per tempistiche e modalità, che porta mister Gaburro a consegnare la panchina a mister D’Agostino; insieme vengono allontanati il Ds Tesini e il Tm Brambilla. Il nuovo tecnico, in conferenza stampa, ha spiegato con estrema onestà di aver ereditato una squadra ben allenata, non “scarica” nonostante gli undici tagli annunciati al gruppo lunedì 30 settembre, con tanto di convocazioni individuali per comunicare ai singoli la volontà della proprietà e seguente dietro-front arrivato la sera stessa. Martedì, a tagliar fuori definitivamente Gaburro, sono stati anche i presunti insulti che il tecnico avrebbe rivolto al presidente Di Nunno durante la riunione tecnica: «Non capisce un c****» avrebbe detto alla squadra, come riferito dal Dg Angelo Maiolo dopo la presentazione di D’Agostino, versione respinta dall’allenatore. A portarli all’orecchio del pres, riferiscono le indiscrezioni, sarebbero stati alcuni dei giocatori. La verità la sanno in tanti, una quarantina di persone malcontate, e ognuno dovrà fare i conti con la sua coscienza.

La partita e il caos magliette

Con il lavoro in campo e l’arrivo di un ottimo giocatore come Strambelli passati quasi in secondo piano (mercoledì 2 mister Boffetti ha dovuto chiedere che i rappresentanti della società scendessero in campo per parlare a un gruppo disorientato), si è arrivati a domenica, giorno di un match fondamentale visto l’avvio di un nuovo corso tecnico dopo giorni complicatissimi. La partita, però, non è potuta iniziare secondo l’orario originale: il signor Carlo Petrella di Viterbo, arbitro designato, non ha autorizzato l’inizio del match per l’incompatibilità cromatica delle divise; impossibile abbinare il biancoblù della Pro al bianco, con banda orizzontale bluceleste, degli ospiti. A doverle cambiare è stato, come da regolamento (art. 3 c. 2, “sporcato” da un refuso nella seconda parte), il Lecco: corsa contro il tempo dei magazzinieri tra la città varesina e il capoluogo manzoniano, reperimento della terza divisa gialla, non portata allo “Speroni” in prima battuta, e partita che ha preso il via con diciotto minuti di ritardo; sullo sfondo l’ipotetico rischio di una sconfitta a tavolino. La società, in via informale, si è giustificata facendo presente come la Lega avesse preventivamente autorizzato l’abbinamento cromatico, ma, anche in questo caso come per quello dei biglietti, è tardi per le recriminazioni.

Dulcis in fundo, nella muta mancava la maglia di Ameth Fall: si è rimediato apponendo del nastro adesivo blu alla “23” di Scaccabarozzi, commutando il numero in un temporaneo “29”, identificativo dell’attaccante senegalese, e oscurando il nome del centrocampista. Il che dovrebbe portare a una multa da parte del Giudice Sportivo, ma questa risposta l’avremo solamente nel pomeriggio di martedì.

Giorno in cui, per stessa ammissione di mister D’Agostino, saranno 23-24 i giocatori che comporranno il gruppo di lavoro. Dovrebbero essere, anzi: il condizionale è tornato il tempo verbale corrente al Rigamonti-Ceppi”.

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