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D’Agostino-day, Gaburro e dintorni: cronaca di un ribaltone annunciato

Dietro alle ultime manovre in casa bluceleste si è allungata la presenza dell’ex arbitro internazionale, sempre molto vicino al numero uno Paolo Di Nunno

Gianluca Paparesta, sulla destra, con Paolo Di Nunno
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Tempo di lettura 6 minuti

Le conferme arrivano da più parti: giovedì 3 ottobre è destinato a diventare il D’Agostino-day in casa Calcio Lecco 1912. Dall’Alessandria all’Alessandria: contro i grigi si è tenuta forse l’ultima partita di mister Marco Gaburro da allenatore bluceleste, nonostante rimanga sotto contratto sino al 30 giugno, dai grigi arriva la carta che svincola l’ex tecnico e lo rende un profilo realmente raggiungibile da Paolo Di Nunno e dai suoi collaboratori. Al suo fianco ci saranno il Direttore Generale Angelo Maiolo, il Direttore Tecnico Francesco Filucchi e Domenico Fracchiolla, papabile rientrante dall’Hermannstadt nel ruolo Direttore Sportivo. Le operazioni Bastrini e Pastore, così come quella Strambelli, portano la firma del nuovo management, già operativo prima del triplice esonero firmato dalla presidenza.

Una decisa rassettata, che ha visto l’ombra di Paparesta allungarsi e ingigantirsi sempre più verso via Don Pozzi, seppur mai con gli incarichi ufficiali che ha, invece, assunto a Palermo in tempi recenti. L’ex presidente del Bari è in affari con Di Nunno dai tempi in cui entrambi facevano parte della dirigenza dei galletti, con tanto di bizzozeriana figura come parte terza nel rapporto. Dopo la promozione conquistata a Borgaro Torinese e le comparsate per le gare interne dei blucelesti, lo scenario apparve chiaro ai più: a Lecco si sarebbe andati in avanti in una sola direzione, con una scelta da compiere tra Gaburro e Paparesta (con i rispettivi clan), senza vere possibilità di osmosi tra i due. Impossibile, però, salutare su due piedi l’allenatore dei record, che ha sempre ammesso di (e spinto per) voler rimanere sul Lario nonostante, questo lo aggiungiamo noi, il corteggiamento di altre realtà importanti del centronord.

Assecondato con la conferma di Brambilla e l’arrivo del diesse Tesini, il tecnico di Pescantina ha dato via al valzer delle conferme: la sua idea, quella di fondare il suo primo corso in terza serie sui tanti protagonisti della trionfale cavalcata affiancandovi nuovi elementi tra staff e rosa, si è rivelata un boomerang che, unito a qualche errore di valutazione, gli è costato l’esonero per via dello scarso rendimento di alcuni protagonisti scesi in campo. La sconfitta di Arezzo ha creato una frattura tra il tecnico e Di Nunno, all’interno della quale si è prima inserita l’improvvisa istituzione del “minutaggio”, poi si è palesato il ritorno in rosa di Fall deciso dal presidente, dopodiché è giunta la nomina di Filucchi e, come ultimo atto, il ribaltone definitivo caldeggiato anche dall’ex arbitro internazionale. Quale sia la motivazione del rapporto così stretto tra Paparesta e Di Nunno non è ancora del tutto chiaro (c’entrano le recenti voci su un possibile ingresso di nuovi soci?), ma, vista ora, sembra la cronaca di un rinnovamento tecnico annunciato già da giugno.

Scansiamo gli equivoci: le voci hanno raccontato, seppur per un breve tempo di convivenza, di un rapporto collaborativo tra “vecchio” e “nuovo”, che ha portato ai primi innesti nella rosa, rivelatisi validi nel corso delle prime uscite di campionato. Ma anche di come, improvvisamente, i cordoni della borsa si siano allargati e ne sia uscito un generoso extrabudget, che sarà utilizzato da qui al termine del calciomercato di gennaio, portando forse in dote anche il portiere Cardelli e l’ex Verona Juanito Gomez.

A chi vorrà abbandonare la barca bluceleste, invece, è stato e sarà probabilmente ricordato come «un calciatore tesserato come professionista non può essere tesserato come dilettante prima che siano trascorsi almeno 30 giorni da quando abbia disputato la sua ultima partita come professionista». In soldoni, chi ha mercato in Serie D potrà scegliere di svincolarsi dal contratto in essere e scendere di categoria, sposando un nuovo progetto tecnico e societario già ben prima della finestra di dicembre o di gennaio. Con bonus e malus inclusi nel cambio di status da professionista a dilettante.

Parallelamente ai nuovi arrivi e nonostante un clima non leggero nello spogliatoio («non ne posso cacciare dodici», ha detto Di Nunno), comunque, è migliorato anche il rendimento generale della squadra, veramente vicina a raggiungere gli standard richiesti da un campionato decisamente più impegnativo come quello di Serie C.

I frutti del miglioramento li potranno eventualmente cogliere i prossimi abitanti di via Don Pozzi, che dovranno però far fronte a una piazza tornata a mostrare una decisa e diffusa scontentezza dopo quanto accaduto martedì. La speranza è che, completata l’opera di sostituzione, Di Nunno ricominci a fidarsi dei suoi dipendenti: del resto, le nuove nomine sono volte a migliorare l’aria che si respira dentro, sopra il glorioso campo del “Rigamonti-Ceppi” e a cancellare le frizioni interne che hanno contraddistinto anche lo scorso campionato, solo sopite da una straordinaria sequenza di risultati positivi. A chi viene e a chi va, ma soprattutto alla Calcio Lecco 1912, un grande e sincero “in bocca al lupo”, senza pregiudizio.

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