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Caro Babbo Natale…

La gara di Olbia, l’ultima del 2020, ha mostrato tutte le carenze del Lecco in versione trasferta. Basterà il calciomercato a dare una nuova mentalità?

Il Lecco è nuovamente caduto fuori casa CALCIO LECCO 1912
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Tempo di lettura 4 minuti

Errare è umano, perseverare è diabolico, figurarsi andare oltre. Eppure, a Olbia la Calcio Lecco 1912 è riuscita a incassare la terza sconfitta esterna consecutiva, la quinta lontano dal “Rigamonti-Ceppi”, la sesta in totale in diciassette uscite. Solita trama: gol subito in avvio, qualche buono spunto nel corso del primo tempo, un errore sottoporta grave e anche una decisione arbitrale dubbia a aggiungere ulteriore pepe allo svolgimento. C’è, però, poco a cui appellarsi in tal senso: come non l’ha fatto la Pro Vercelli una settimana fa quando si è vista privare di un potenziale calcio di rigore per fallo di Pissardo su Comi, non è giusto farlo per la spinta di Altare su Iocolano. Pari e patta, in entrambi i casi si è lasciato proseguire e il saldo è in perfetto pareggio.

Il calcio non sempre è ben descritto dalle statistiche, ma nella gran parte dei casi questi bastano e avanzano a descrivere uno stato di forma. La classifica aggregata dice che il Lecco, sorpassato da Alessandria, Pro Vercelli e Carrarese, ora staziona al sesto posto della graduatoria, fino a pochi anni fa un piazzamento fuori dalla zona play-off; la graduatoria, però, è facile da descrivere meglio: i blucelesti hanno conquistato 19 punti in 8 partite in casa e nessuno ha saputo far di meglio nel raggruppamento “A”, ma lontano dalla bomboniera di via Don Pozzi sono arrivati solamente 8 punti in 9 uscite, poco meno di un punto a partita (13° posto assoluto). La realtà è che le sconfitte esterne con Renate, Pontedera, Pro Patria e Olbia sono state quasi identiche tra di loro e che quella con la Pro Sesto è stata figlia di altre dinamiche, ma che l’attuale rendimento esterno è praticamente da zona play-out. Poco, decisamente troppo poco per questa rosa.

Basterà il mercato?

Richiamando il Natale ormai alle porte, è cosa nota che la letterina stilata in vista del calciomercato invernale ha incise almeno tre richieste precise nei confronti della proprietà: un difensore centrale, un regista, una punta centrale, magari anche un paio di under per irrobustire ulteriormente quell’area della rosa. Basterà? No. La validità della squadra bluceleste è sotto gli occhi di tutti, così come lo sono le sue carenze, ma prima di tutto dovrà cambiare la mentalità, che lontano dal “Rigamonti-Ceppi” dovrà necessariamente essere altrettanto da battaglia. Lo ripetiamo da tempo: il calcio non è e non sarà mai solo una questione di moduli, ma, piuttosto, sempre una questione d’interpretazione. Possibile che il Lecco non avesse i mezzi per uscire dal solito palla sulla fascia-cross al centro-palla ributtata fuori dalla difesa e mettere veramente all’angolo una squadra che fin lì aveva incassato 10 reti in 8 partite tra le mura amiche? Peraltro, i sardi sono stati in inferiorità numerica per quasi tutta la ripresa. E, poi, ancora una volta andrà ripresa in mano la già ricordata incapacità di ottenere punti dalle situazioni d’inferiorità nel punteggio, Livorno a parte.

Ci saranno anche altri nodi da sciogliere: D’Anna farà ancora parte di questo progetto tecnico? Le quattro panchine consecutive dopo il fattaccio di Sesto fanno pensare di no, ma certezze in tal senso non ve ne sono. Sempre in quel reparto vanno analizzate le recenti gestioni di Mastroianni e Mangni, spesso e volentieri relegati in panchina, mentre Kaprof rappresenta un patrimonio assolutamente da valorizzare. Andiamo avanti: l’attuale struttura del centrocampo ha in Bolzoni-Lora l’unica coppia che ha convinto, mentre Marotta da mesi pare lontano dalla miglior condizione fisica e a Moleri non sono stati concessi che pochi minuti per mettersi in luce. Galli si perderà praticamente tutto il resto della stagione per infortunio e si parla di Agazzi, regista del Livorno, in ingresso. Reparto difensivo: gli infortuni hanno falcidiato la rosa principalmente in quel reparto, inoltre a gennaio si riprenderà con Cauz e Marzorati entrambi squalificati per delle ingenuità; in senso più ampio, solo la coppia di portieri Pissardo-Bertinato pare godere di buona salute.

In soldoni, la strada che separa dalla maturazione definitiva è ancora lunga, ma il tempo stringe e le altre non aspettano, giustamente, nessuno. Peccato, perché nessuno, neanche un Renate che ormai non sorprende più nessuno, sta scattando con una velocità insostenibile. Il buon proposito comune di dirigenza, staff e squadra dovrà essere necessariamente quello di compiere il salto di qualità dal punto di vista della mentalità a 360°, mattone ben più importante rispetto a quello delle sole compravendite.

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