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Calcio Lecco, D’Anna saluta la città e i tifosi: «Mi avete accolto e abbracciato. Quest’anno non sono stato rispettato a livello umano. Spero in un “arrivederci”»

L’attaccante in bluceleste ha avuto uno score importante (68 partite, 20 gol e 13 assist): lo aspetta la Fermana, dalla quale arriva il giovane Luigi Liguor

Simone D'Anna esulta nel suo consueto modo BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 3 minuti

Come vi abbiamo raccontato, sulla Lecco-Fermo si è ormai concretizzato lo scambio che vede coinvolti Simone D’Anna e Luigi Liguori. Manca solo il transfer da Lille per completare il trasferimento del giovane attaccante napoletano dalla Fermana ai blucelesti, ma entrambi gli atleti si sono già aggregati ai rispettivi gruppi. Sui social network si sprecano, da una settimana, i messaggi di saluto in favore di D’Anna, prelevato dal Team Altamura nell’estate del 2018 e autore di 68 partite, 20 gol e 13 assist con la maglia bluceleste, che gli hanno permesso anche di conquistare un Pallone D’Oro di Serie D e una Cicala d’Oro; sicuramente non un giocatore qualsiasi l’attaccante pugliese, che proprio ai social ha affidato il proprio saluto alla città dove ha vissuto per quasi tre anni, parlando a cuore decisamente aperto, toccando anche dei momenti difficili.

«Accolto e abbracciato, quest’anno non sono stato rispettato umanamente»

«Sono arrivato a Lecco 3 anni fa – ha scritto D’Anna -. Non dimenticherò mai l’impatto con la città, Lecco ti accoglie, ti abbraccia, ti fa sentire a casa, come mi sono sempre sentito. Questi splendidi anni sono stati pieni di gioia e grandi soddisfazioni. A partire dal mio primo goal in Coppa Italia alla splendida doppietta con la Sanremese, venendovi ad abbracciare sotto la mitica NORD per sentire ancor di più il vostro calore, fino alla conquista della tanto desiderata Serie C e per la permanenza dello scorso anno in categoria. Non dimentico le tante gioie personali a partire dal Pallone D’Oro, la Cicala D’Oro , il miglior bluceleste. In questi tre anni c’è stata anche un po’ di tristezza, di delusione. Quest’anno la mia strada è stata abbastanza tortuosa, non è stato apprezzato il mio costante impegno e la cosa che più mi ha ferito, perché per me è fondamentale nella vita, è che non sono stato RISPETTATO a LIVELLO UMANO. In cambio, come sempre, ho ricevuto l’affetto del popolo Lecchese! Nel bene e nel male, perché voi mi avete rincuorato, applaudito, aspettato quando mi sono infortunato e mi avete criticato quando ho sbagliato in campo! Come quel calcio di rigore (a Sesto San Giovanni, ndr): può succedere a tutti di sbagliarlo, purtroppo, ma sono anche dell’idea che i calci di rigore vengono battuti da chi ha il coraggio di farlo! NON MANCANDO MAI DI RISPETTO A NESSUNO. Voi siete stati sempre con me. Adesso inizia un nuovo capitolo importante della mia vita calcistica alla FERMANA, ma concludo dicendo GRAZIE! GRAZIE a chi mi ha apprezzato, sostenuto e riempito d’affetto. Con me porterò sempre un pezzo di voi, da lontano o da vicino che sia nn mancherà mai il rispetto per questi colori e per questa città. Vado via come sono arrivato, con il sorriso. Perché so di aver dato tutto, di essere stato me stesso dentro e fuori dal campo. Ora vorrei ringraziare con grande stima ed affetto il mio grande presidente Paolo Di Nunno, tutti i miei compagni di squadra, il grande magazziniere Tato, il D.G Maiolo, Cecconi, l’addetto stampa Tode, ringrazio tutto lo staff tecnico di questi 3 anni, i fisio Alessio Kikko e Gando, i grandissimi dottori Oltramonti, Blaseotto e la mitica dottoressa Airoldi. Grazie di tutto pres. Di Nunno, mi hai fatto conoscere una seconda famiglia. Un abbraccio a tutti voi, mi auguro di non aver dimenticato nessuno. Per me non sarà un addio ma spero solo in un arrivederci… S.D 11»

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