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Di Nunno a “Il Blu e il Celeste”: «Contattato da bidonisti e da Nicastro. La Giunta non capisce niente di calcio. Mercato? Pissardo vuole rimanere. Farò il massimo per il Lecco»

Il patron ha parlato a lungo durante la trasmissione di approfondimento, rivelando il contatto avuto con l’imprenditore italiano che attualmente si trova a Miami

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Tempo di lettura 4 minuti

È un Paolo Leonardo Di Nunno dai toni decisamente più distesi quello che, lunedì sera, ha parlato in diretta a “Il Blu e il Celeste”. Venti minuti in cui, come da format, si è parlato a ruota libera dopo il lungo e duro sfogo di domenica sera: le criticità lamentate dal patron sono state meglio contestualizzate e, inoltre, ha lasciato cadere più di una chicca legata al presente e al futuro prossimo, prime fra tutte il contatto avuto con Massimo Nicastro, ex presidente del Como, e la voglia di mettere sotto contratto Marco Pissardo, portiere che si è messo decisamente in luce all’ombra del Resegone. Parole che, francamente, non fanno pensare a un futuro prossimo da ex patron.

Di Nunno a “Il Blu e il Celeste”: l’intervista

Patron, ci racconti l’evoluzione delle ultime ore:
«Qualcuno si è fatto avanti, ma sono tutti dei bidonisti. Qualche nome? Ma no, non ne faccio; dico solo che mi telefonano, poi attacco, prendo informazioni, scoprendo che si tratta di persone che hanno già fatto danni alla Triestina».

Sulla possibilità che entrino i fondi, come paventato mesi fa:
«Ma io non ne conosco. Il Como come esempio? I proprietari sono supermiliardari, il fondo investe in tutto il mondo. Sono disponibile a lasciare anche il 50% e la presidenza, personalmente non ce la faccio più. Oggi ho avuto una telefonata dagli Stati Uniti da parte dell’ex proprietario del Como: mi ha chiesto se avessi debiti o meno, gli ho spiegato che la società è pulita. Massimo Nicastro? Si era lui».

Sul prossimo futuro, partendo dal Direttore Sportivo:
«È un bravo dirigente, è uno che conosce i giocatori ma ha sbagliato anche lui non prendendo un’altra punta all’altezza. Siamo rimasti senza attaccante quando Capogna è entrato in crisi dopo il rigore sbagliato con la Pro Sesto. Abbiamo speso una barca di soldi per tre punte che non ci sono servite al posto di usare quei fondi per prenderne una forte».

Sul presente della società e i rapporti con la politica:
«Ho detto che sareste ripartiti dalla Terza Categoria perché nel 2017 vi ho presi dal fallimento, ma sarebbe potuto anche ripartire dalla Serie D con un altro imprenditore. Lecco è una buona piazza, ma ci sono delle cose incredibili: la Giunta non sa niente di calcio e non gliene frega un c****, lo dimostra il caso del “Bione”. Noi stiamo facendo il bene dei ragazzi della città, ma il caso degli affitti non è stato ancora risolto: oggi (ieri per chi legge, ndr) ho pagato una rata da 5mila euro, il 17 dovrò fare altrettanto; il totale è di 35mila euro spesi in un anno: posso permetterlo dopo i 2,5 milioni spesi per la Prima Squadra? Aiuti dalla politica non ne ho avuti, forse avrei dovuto far votare qualcuno per la lista di destra. Io avevo un accordo relativo al campo “1”, su cui avrei fatto allenare tutte le Giovanili e che avrei lasciato a disposizione delle altre squadre della città; danno 90mila euro per andare semplicemente ad aprire il cancello: non esiste».

Su Pissardo e Foglia, svincolati dopo la retrocessione dell’Arezzo:
«A Pissardo abbiamo chiesto di rimanere a Lecco e lui vuole rimanere, ma Foglia aveva un contratto da 160mila euro. In estate avrei voluto Cutolo, avevo già chiuso la trattativa ma poi ha preferito rimanere all’Arezzo, firmando per quattro anni e anche per questioni legate alla famiglia. Pensate a un attacco con Cutolo e Iocolano: avrei vinto con venti punti di vantaggio. Sapete quanto avrei dato a Cutolo? No, non ve lo dico altrimenti gli altri giocatori svengono…».

Sull’economia della Serie B:
«Con i direttori Fracchiolla e Maiolo, che sono stati da me, abbiamo visto i costi delle squadre, spendono cifre da mettersi le mani nei capelli. Il Cittadella spende 4,8 milioni, la Spal va oltre il Monza: non si va avanti con i soldi della Lega a meno che si scelga di non vincere. Non sono il tipo…».

Sui premi da pagare:
«Duemila euro a testa che non voglio dargli. Con Malgrati avevo pattuito che gliel’avrei versato in caso di raggiungimento del secondo posto, ma sono arrivati sesti…».

Il saluto ai tifosi:
«Gli mando tanti saluti, farò il massimo ma non posso impiccarmi per loro».

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