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Calcio Lecco, Pèrez non ci sta: «Parole su di me false e lesive»

Il forte centrocampista spagnolo, dopo una stagione disgraziata per colpe non sue, ribatte al diesse Tesini, che l’aveva definito «un giocatore con dei problemi fisici»

Guillermo Pèrez Moreno con la maglia della Calcio Lecco 1912
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Tempo di lettura 4 minuti

Mesi e mesi passati lontano dal campo, a guardare gli altri giocare senza avere la reale possibilità di poter incidere in mezzo al campo, dove la sua qualità avrebbe fatto parecchio comodo anche a una squadra “fuori categoria” come la Calcio Lecco 1912. Il 26 agosto 2018, giorno di Sondrio-Lecco, la carriera di Guillermo Pèrez Moreno, classe 1987, si è presa una lunga pausa: una fascite plantare, problema tanto banale quanto insidioso, ne ha pregiudicato l’utilizzo sino a inizio ottobre, quando il pessimo campo di Lavagna ha presentato il conto delle cure a base di cortisone che gli erano state somministrate per ridurre i tempi di guarigione.

Prima ricaduta, seguita da una seconda, in allenamento, a cavallo tra gennaio e febbraio. Poi, il “crack” vero e proprio: altro giro di cortisone, ad aprile, e fascia plantare che cede pochi giorni dopo, causando un copioso versamento nella parte inferiore dell’arto. Fine della stagione e delle speranze di poter dimostrare il suo valore nel corso della proficua Poule Scudetto, seguita da Lecco con tanta rabbia in corpo.

Una rabbia tornata a esplodere lunedì mattina, quando “La Provincia di Lecco” ha riportato le parole del diesse Mario TesiniNon rientra più nei piani perchè non sappiamo in che condizioni fisiche potrebbe essere. Ci dispiace perchè lo abbiamo tenuto in considerazione fino alla fine, in maniera importante, mettendo davanti più la persona che il giocatore. Ma per la Serie C, a ora, è un giocatore che ha ancora dei problemi fisici») su Pèrez, che evidentemente non l’ha presa bene. E difficilmente poteva essere altrimenti, per uno costretto a stare fuori dal campo tutta la stagione per colpe non sue.

«Non mi sono sentito attaccato direttamente dalla società – ci spiega il “10” -, ma mi sono svegliato la mattina e le parole del diesse Tesini mi hanno lasciato un po’ perplesso; l’ho sentito solamente una volta in due mesi, ma nessuno si è interessato alla mia situazione fisica da fine maggio a questa parte, quindi non capisco come faccia a permettersi di valutare la mia situazione fisica attuale. Non capisco su quali basi si fondi il suo ragionamento».

In fin dei conti, come sta oggi Pèrez: «Sono stato a casa mia, a Murcia, all’istituto Innova, tra i migliori in Europa e frequentato da tanti atleti di alto livello, per farmi prescrivere un percorso di riabilitazione mirato e uscire da questa situazione che mi ha fatto dannare durante il mio periodo qui. La fascia plantare è guarita, devo solo eseguire l’ultima visita di controllo che farò la prossima settimana».

Il fastidio proviene dal fatto che il giudizio abbia “sforato” il sindacabile aspetto tecnico: «Suggerisco al direttore Tesini di fare il suo lavoro senza parlare di cose che non conosce bene. Ci sta che lui dica “Pèrez non rientra nei nostri piani”, ma sicuramente le sue dichiarazioni, che sono infondate, mi danneggiano ingiustamente in un periodo all’interno del quale dovrò trovare un accordo con una nuova società».

Sempre che il management del Lecco non decida di fare marcia indietro e di valutarlo durante il periodo di ritiro a Carenno: «In tanti, compagni e lecchesi, mi hanno scritto o fermato per strada perché convinti del fatto che venissi valutato durante quel periodo, prima di prendere una decisione finale. In ogni caso, mi piace pensare che “Il fallimento non è l’opposto del successo. E’ parte di esso”». In bluceleste o altrove.

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