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Calcio

Dieci anni di storia bluceleste: retrocessioni, promozioni e miracoli, a Lecco non ci si annoia mai. Di Cardinio il gol del decennio

La squadra dell’Aquila ha proseguito con quello che è stato il leitmotiv della sua storia ultracentenaria: nessuna emozione è stata risparmiata ai tifosi blucelesti, che sono passati dall’Inferno al Paradiso svariate volte

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Tempo di lettura 13 minuti

Poco ma sicuro, in queste dieci stagioni e mezza non ci siamo praticamente mai annoiati. Tra fallimenti, cambi di gestione societaria e tecnica, centinaia di giocatori passati all’ombra del Resegone, retrocessioni patite e sfiorate, fino al leggendario campionato vinto in Serie D nel marzo 2019, il Lecco non si è fatto mancare davvero nulla, nel pieno stile che ha sempre contraddistinto la squadra dell’Aquila.

Stagione 2009-2010: Prima Divisione

Il nostro viaggio si apre con il peggior epilogo, dal punto di vista emotivo, per i tifosi blucelesti. Il Lecco passa di mano in estate, arrivando all’imprenditore locale Sergio Invernizzi dalla triade composta dai milanesi Riva, Romano e Fiori. In panchina si siede mister Oscar Magoni, vecchia gloria di uno storico avversario come il Leffe, in campo ci va una squadra, costruita da Adriano Cadregari, composta da vecchie volpi della categoria e da elementi oggi molto noti sul panorama nazionale, leggasi Marco Sau e Camillo Ciano. Il mix sembra funzionare e porta i blucelesti vicini ai play-off al giro di boia, ma da gennaio la situazione precipita: mister Tarroni, tecnico della Berretti, eredita la panchina dell’esonerato Magoni, sulla graticola da mesi per via di un dito medio che avrebbe rivolto alla Curva Nord durante Lecco-Foligno di settembre, poi il ribaltone si verifica in senso contrario dopo soli due mesi. Alla fine il campionato lo chiude Gabriele “Lele” Ratti, costretto ereditare il fardello del dimissionario Magoni a maggio 2010, quando, al “Sinigaglia” di Como, il Lecco affonda (2-0) dritto in Seconda Divisione.

Maggiori presenze: Camillo Ciano (31)
Capocannoniere: Camillo Ciano (8)

Stagione 2010-2011: Seconda Divisione

La rosa bluceleste è rivoluzionata, la dirigenza pure: al posto di Sergio Bernardo s’issa al comando lo stesso Sergio Invernizzi, proprietario della maggioranza delle quote, mentre la carica di Direttore Generale va a Werner Seeber. In panchina, infine, siede Giorgio Roselli, esperto della categoria: nelle sue mani c’è un gruppo di valore, che non riesce però a ingranare e si trova all’ultimo posto dopo solo cinque partite di campionato. Emerge il pragmatismo: il Lecco vince alla sesta con la Virtus Entella, decisamente molto lontana dai fasti attuali, e, dall’undicesima giornata in poi, inanella una serie di sette vittorie senza subire gol, record storico, trascinata dal bomber veneto Filippo Fabbro, giunto nel Lecchese dopo aver demolito le porte con la maglia dell’Este (Serie D). Il muro di Durandi viene abbattuto a Renate dalla bestia nera Mazzini, i blucelesti cedono di schianto in primavera (18 punti nel girone di ritorno) e scivolano fuori dalla zona play-off dopo aver messo nel mirino anche il primo posto detenuto dalla Tritium poi promossa, chiudendo nell’anonimato.

Maggiori presenze: Tommaso Chiecchi (29)
Capocannoniere: Filippo Fabbro (13)

Stagione 2011-2012: Seconda Divisione

In società entra l’imprenditore Salvo Zangari, che acquisisce una corposa quota di minoranza (30%) e inietta capitali freschi. Seeber punta su grandi nomi, tra cui spicca quello di bomber Gianluca Temelin, mentre affida la guida tecnica all’emergente Alessio Delpiano, che a Lecco ha vinto un play-off promozione da capitano e nella vicina Olginate (Serie D) ha fatto cose egregie nella nuova veste; al suo fianco c’è come Alfredo Magni. Il progetto naufraga immediatamente: Delpiano e Magni vengono allontanati già a ottobre, al loro posto arriva l’acclamato Maurizio Pellegrino, ma la scossa non arriva e, invece, si giunge all’avvicendamento tra lo stesso Seeber e Francesco Lamazza, ex diesse della Pro Patria dei sogni, andata a un soffio dalla Serie B pur in una situazione economica disastrosa. Il mercato invernale, che arriva anche dopo una scoppola epica (0-5) inferta dal Bellaria Igea Marina, è rivoluzionario: si arriva a toccare quota trentadue giocatori, ma la nuova squadra stecca anche a gennaio e si arriva al secondo ribaltone, che porta Giacomo Modica a ereditare la gestione di Pellegrino. I blucelesti risorgono e staccano il pass per i play-out in extremis: avversario è il Mantova, che impatta al “Rigamonti-Ceppi” (1-1 con sceneggiata del portiere Bellodi, fresco di rientro dalla vicenda calcioscommesse) e vince al “Martelli” (2-1) su un Lecco costretto a cambiarsi sul pullman per via dell’ammoniaca che viene sparsa per tutto lo spogliatoio da una mano rimasta anonima. La seconda retrocessione in tre anni diventa una tremenda realtà.

Maggiori presenze: Filippo Fabbro (31)
Capocannonieri (campionato): Filippo Fabbro e Gianluca Temelin (8)

Stagione 2012-2013: Serie D

La famiglia Invernizzi fa di tutto per disimpegnarsi e cede le quote al faccendiere italoamericano Joseph Cala, che quota il Lecco in borsa (Nasdaq, terzo livello), parla di campi di dimensioni ridotte, alberghi sottomarini e affida la panchina a Stefano Franciosa, tecnico di college e in Finlandia. L’estate bluceleste è infernale: Cala si mostra subito per quello che è, un killer venuto a uccidere l’Aquila nell’anno del Centenario, e tiene botta fino al 31 agosto, quando la “Centobluceleste” presieduta dall’ex senatore Antonio Rusconi gli consegna l’assegno che lo convince a rimettere le quote nelle mani della vecchia proprietà. La squadra, allestita in tempo zero dal diesse Davide Raineri, viene affidata a mister Fiorenzo Roncari: davanti a oltreduemila persone, il 2 settembre, il bomber di casa Davide Castagna segna due volte, poi il giovane esterno sardo Mario Chessa completa la vittoria sul Sankt Georgen. La stagione, nonostante le logiche difficoltà iniziali, è brillante e conduce dritta al quinto posto finale, anche grazie all’innesto dell’attaccante Manuel Sarao a dicembre (9 gol): il cammino nei play-off si ferma al secondo turno con la corazzata Olginatese, ma le premesse per il futuro sembrano essere positive.

Maggiori presenze: Davide Castagna e Luca Redaelli (36)
Capocannoniere (campionato): Davide Castagna (25)

Stagione 2013-2014: Serie D

In panchina si cambia ancora: arriva, direttamente dall’Atalanta e grazie al legame con il presidente della “Centobluceleste” Antonio Rusconi, il valmadrerese Giuseppe Butti. La stagione s’inaugura con lo 0-0 imposto al Torino a Bormio, ma l’uscita dalla zona play-out non arriva prima della nona giornata nonostante una rosa cambiata in alcuni suoi tenori, vero, ma assolutamente competitiva. Butti viene esonerato a novembre, il giorno dopo la pesantissima debacle (1-5) in Coppa Italia con l’Inveruno: al suo posto arriva il calabrese Rocco Cotroneo, mentre a livello societario accade veramente di tutto. A dicembre sembra tutto fatto per il passaggio all’imprenditore Salvatore Ferrara, con tanto di conferenza stampa già sostenuta, ma il 15 gennaio salta tutto; si fa allora avanti il riccionese Stefano Galati, che prima rileva le quote e poi accetta l’ingresso, come sponsor, del brianzolo Daniele Bizzozero. In campo il Lecco riesce a ottenere la salvezza anticipata, ma il campionato va a finire sostanzialmente nel dimenticatoio.

Maggiori presenze: Alessio Bugno, Davide Castagna e Stefano Mauri (32)
Capocannoniere: Davide Castagna (12)

Stagione 2014-2015: Serie D

Stefano Galati lascia la proprietà allo stesso Daniele Bizzozero, che fa eleggere come presidente l’ex gloria interista Evaristo Beccalossi, mentre Ivan Corti diventa amministratore unico; in panchina rimane Rocco Cotroneo dopo il buon percorso del recente girone di ritorno. La rosa viene ritoccata in tutti i reparti: se ne va tra le proteste il “Toro” Castagna, mentre arrivano, tra gli altri, i forti Luca Baldo e Paolo Vignali in mezzo al campo. La situazione migliora progressivamente e il Lecco si porta a centimetri dal compiere il sorpasso sul Castiglione, ma la folle sconfitta di Sesto San Giovanni (da 0-2 a 3-2) spegne in via praticamente definitiva le velleità blucelesti nonostante un attacco atomico. La delusione culmina, poi, nella sconfitta ai play-off (1-2) con il Seregno giunto terzo in classifica. Rimarrà negli occhi soprattutto lo stoico atteggiamento di Alessio Bugno, che gioca con i menischi rotti per mesi prima di sottoporsi all’intervento chirurgico.

Maggiori presenze: Ivan Buonocunto, Riccardo Capogna e Fabio Cardinio (32)
Capocannonieri (campionato): Riccardo Capogna e Fabio Cardinio (16)

Stagione 2015-2016: Serie D

Bizzozero non bada a spese, cosa che gli costerà caro nel corso della stagione, rinuncia all’ottimo Riccardo Capogna e porta a Lecco il fenomenale Carlos Clay França, il bomber più in voga di tutta la quarta serie. Ad agosto, in Coppa Italia nazionale, i blucelesti guidati da Sergio Zanetti, fratello di Javier, fanno una gran figura a Caserta (1-0, Diakitè al 118′), poi battono l’Inter in amichevole (2-1) e, dopo pochi giorni, stravincono in campionato (4-1) con la Varesina nella gara inaugurale del campionato. Poi escono le difficoltà: Zanetti perde in fretta il bandolo della matassa e lascia spazio al “Pirata” Luciano De Paola, che prova a rilanciare la rincorsa nei confronti dello scatenato Piacenza. Si arriva allo scontro diretto di dicembre con i blucelesti e i biancorossi distaccati da otto punti: il Lecco domina in lungo e in largo al “Garilli”, ma la fortuna arride alla squadra di casa e la premia grazie all’acuto di Ruffini in mischia. Il campionato, di fatto, muore qui: per quanto straordinario, il Lecco chiude secondo a ottanta punti, a -16 dalla corazzata da record guidata da Franzini. In mezzo c’è il mandato d’arresto, seguito dagli arresti domiciliari, eseguito nei confronti del patron Daniele Bizzozero. Thrilling le gare di play-off: prima il Pontisola (3-3), poi il Seregno (2-2) rischiano di fare il colpaccio al “Rigamonti-Ceppi”, ma in entrambi i casi è Vignali su calcio di punizione nell’extratime a regalare una gran gioia alle migliaia di tifosi accorsi allo stadio. Con le voci che arrivano dalla Lega Pro, la possibilità di esser riammessi in terza serie appare davvero agguantabie.

Il 15 maggio 2016 Fabio Cardinio mette a segno il gol del decennio, almeno a nostro giudizio: a farne le spese il Pontisola guidato da mister Marco Gaburro.

Maggiori presenze: Alessio Bugno (36)
Capocannonieri (campionato): Carlos Clay França (27)

Stagione 2016-2017: Serie D

Rieccoci, gli incubi tornano a essere una realtà: pochi giorni dopo la vittoria nei play-off scattano ancora le manette nei confronti del patron Daniele Bizzozero, che dalla sua abitazione brianzola mette tutto nelle mani dell’amministratore unico Sandro Meregalli; spariscono oltre l’orizzonte, invece, gli altri protagonisti della recente stagione, da Beccalossi, che per mesi promette l’intervento d’investitori, in giù. Il comasco si affida alla consulenza e all’aiuto di Tiziano Gonzaga, già conosciuto a Lecco, e Paolo Battocchi, imprenditore tutt’altro che limpido. Ne nasce una bagarre in campo aperto tra la reggenza e la piazza, che porta alla cacciata del 23 ottobre 2016, giorno di Lecco-Levico Terme (2-3): in campo le cose vanno malissimo, fuori pure peggio perchè Battocchi mette le mani addosso a “Bebeto” Bertolini, arrivato in panchina per sostituire l’esonerato Stefano Cuoghi, e il giorno dopo la stampa si trova ad affrontare un’irreale conferenza stampa tenuta da Marzio De Gaetano, tecnico della Juniores che si dimette poco dopo il debutto. Si giunge alla dichiarazione di fallimento proclamata dal Tribunale nei primi giorni di dicembre. In campo ci va un’orgogliosissima rappresentanza della Juniores Nazionale, che tiene viva l’Aquila quanto basta: Cuoghi torna in sella per una partita soltanto, poi presenta in rapida sequenza certificato medico e dimissioni sotto la spinta del curatore Mario Motta. Il professionista chiede e ottiene l’aiuto di varie realtà imprenditoriali, richiama Bertolini e dà il là al miracolo sportivo che ha il suo culmine a maggio: la banda di ragazzini guidata da “Bebeto” realizza un sogno impronosticabile il 21 maggio 2017, quando sbanca Olginate (2-3) nella gara unica di play-out grazie alla splendida rete siglata da Davide Caraffa al 93′ e si regala la permanenza in categoria. Un’impresa leggendaria.

Maggiori presenze: Luca Garofoli (29)
Capocannoniere (campionato): Alessandro Ronchi (4)

Stagione 2017-2018: Serie D

In estate si rischia ancora grosso: nessuno si presenta alla prima asta, poi compare il recente presidente del Seregno Paolo Leonardo Di Nunno, rileva la società e la barca bluceleste può ricominciare a veleggiare. Direttore Generale è Emanuele Riboldi, Direttore Sportivo Erminio Gizzarelli, Responsabile della comunicazione Michael Cuomo, allenatore Alessio Delpiano, di ritorno dopo anni di apprendistato e dopo aver vinto il campionato a Castiglione; nessuno di loro finirà la stagione. In rosa la rivoluzione è totale e assolutamente non proficua: “girano” una trentina di giocatori, di cui alcuni impresentabili, torna il “Toro” Castagna ma viene trattato a pesci in faccia, non si trova mai la quadra, a ottobre Delpiano si vede consegnare il primo esonero, ma Luciano De Paola, dopo due allenamenti, si rifiuta di tornare a guidare i blucelesti e riconsegna la borsa. Abbastanza incredibilmente l’ambiente si compatta nelle difficoltà e, a inizio gennaio, il Lecco si gioca l’aggancio alla Pro Patria nello scontro diretto tra le mura amiche. Finisce malissimo: i blucelesti perdono la testa, il direttore di gara Monaco di Termoli ci mette il carico da novanta, Di Nunno invade il campo per dirgliene quattro e, alla fine, fanno festa solo i bustocchi. A febbraio Alessio Tacchinardi subentra a Delpiano e conduce i blucelesti quantomeno alla salvezza, con i play-out tutt’altro che lontani all’atto del suo insediamento.

Maggiori presenze: Giacomo Nava e Gioele Mureno (34)
Capocannoniere: Cristian Bertani (14)

Stagione 2018-2019: Serie D

La gloria ha un sapore meraviglioso, soprattutto quando la stagione parte nel segno della giustificata diffidenza. Le trattative tra Di Nunno e Tacchinardi naufragano, infatti, prima di cominciare: in panchina arriva mister Marco Gaburro, tecnico del Gozzano che ha appena vinto un campionato tiratissimo nel girone “A” battendo il Como all’ultima curva, decisamente un bel biglietto da visita per giungere sulla sponda orientale del Lario. Il mercato lo conducono lui e il fido coordinatore tecnico Mauro Brambilla: arrivano le colonne dei piemontesi Carboni, Pèrez, Segato e Capogna, intorno a loro vengono inseriti elementi di gran spessore come Malgrati, Lisai, D’Anna, Pedrocchi e Lella; completano il gruppo i confermati Merli Sala, Caraffa, Moleri, Draghetti e gli altri under. Le cose vanno bene sin da subito: il Lecco corre fortissimo e a dicembre chiude in vetta, il mercato porta in dote rinforzi come Dragoni, Napoli e Fall, oltre ad altri under che rinforzano la parte più giovane della squadra. Il girone di ritorno è un’apoteosi: i bluelesti vincono il campionato il 31 marzo 2019 a Borgaro Torinese, poi chiudono a +27 sulla Sanremese, distacco da record e che consegna la stagione alla storia. C’è il tempo anche per sfiorare il titolo di Campioni d’Italia: a Perugia vince l’Avellino ai calci di rigore (1-1 al 90′), ma il verdetto nulla toglie a una stagione già entrata nel mito.

Maggiori presenze: Giancarlo Lisai (33)
Capocannoniere (campionato): Riccardo Capogna (15)

Stagione 2019-2020 (in corso): Serie C

In panchina, dopo una lunga mediazione, viene confermato Marco Gaburro, spalleggiato da Mauro Brambilla e da Mario Tesini, Direttore Sportivo nominato per la nuova stagione. Le spinte dall’esterno, però, portano al ribaltone di ottobre, mese sempre molto caldo in casa bluceleste: via la triade, in panchina arriva Gaetano D’Agostino, mentre la Direzione Tecnica la eredita Francesco Filucchi. Il Lecco, dopo mesi decisamente duri, a dicembre aggancia la zona salvezza.

Maggiori presenze: Alexandros Safarikas, Marco Moleri, Luca Giudici (17)
Capocannoniere (campionato): Marco Moleri, Ameth Fall, Simone D’Anna, Nicola Strambelli (2)

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