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La Lega Pro è diventata una polveriera. Presidenti sul piede di guerra, chiesta una nuova Assemblea

Stoppata dal Consiglio la decisione di fermare la stagione al 20 maggio, sono tanti i presidenti che hanno deciso di contestare le scelte eseguite dal Direttivo sul finire della scorsa settimana

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Dai e dai, alla fine la Lega Pro è tornata a essere la polveriera che era stata fino ad anni non così remoti. Il “no” secco del Consiglio Federale dello scorso 20 maggio ha fatto saltare il banco: 53 presidenti avevano dato il loro assenso alla chiusura anticipata della stagione per ragioni più economiche che sportive, ma 8 dei 59 (la Juve U23 non ha diritto di voto) avevano scritto al presidente federale Gabriele Gravina per poter procedere con la disputa quantomeno dei play-off e garantire la quarta promozione in Serie B. Le retrocessioni, invece, sarebbero state completamente bloccate.

La levata di scudi delle società e dei medici ha fatto propendere il leader della Figc per una parziale retromarcia e, ai più, è parso chiaro che la stagione si sarebbe conclusa con la disputa delle sole fasi finali, si, ma anche con la necessità di procedere con la cristallizzazione delle classifiche e lo svolgimento dei play-out. Scelta, questa, deliberata da due Direttivi di Lega Pro consecutivi e appresa anche dal Ministero dello Sport durante l’incontro di quattro giorni fa. A quel punto il prossimo, e definitivo, assenso del Consiglio Federale è parso quasi solamente una formalità.

Di acqua sotto i ponti, nei prossimi sette giorni, è destinata invece a passarne ancora parecchia. Gozzano, Rimini, Rieti, Rende e Bisceglie non hanno intenzione di andare in Serie D senza combattere sul campo nell’ampio scorcio di campionato ancora da disputare, mentre non è accettata da tutti l’idea che Monza, Vicenza e Reggina possano fare il salto in cadetteria senza scendere più sul tappeto verde. Ecco perché all’orizzonte c’è un’altra Assemblea dei Club di Lega Pro: secondo quanto riferito da TuttoC.com, infatti, nel pomeriggio di lunedì più di dodici club, numero minimo per ottenere la convocazione, hanno chiesto una nuova riunione tra le cinquantanove società aventi diritto. Alcuni sodalizi chiedano che le prime classificate giochino i play-off come da regolamento Uefa, mentre le retrocesse vogliono ottenere la possibilità di disputare i play-out; che questo drastico aggiustamento in corsa possa andare in porto, però, è tutt’altro che semplice.

Oggi come oggi, la Lega Pro risulta essere tutt’altro che in grado di trovare un’altra direzione comune dopo quella espressa, e rigettata con forza, alla metà di maggio. In mezzo il presidente Francesco Ghirelli, il cui consenso risulta essere in forte calo da prima dell’emergenza sanitaria.

Dal canto suo, la Calcio Lecco vede il tutto da una posizione invidiabile: non è coinvolta né nelle sfide per la promozione né in quelle per non retrocedere. Di conseguenza aspetta una decisione finale, al 99% diversa dalla possibilità di concludere anche la stagione regolare, per avviare l’ambiziosa operazione 2020/2021.

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